Coop richiama alla “massima vigilanza” sull’andamento delle filiere agroalimentari in seguito alle tensioni internazionali, sottolineando come eventuali richieste di aumento dei prezzi alimentari, allo stato attuale, risultino “ingiustificate” e potenzialmente in grado di generare allarmismo tra soci e consumatori.
A intervenire è Ernesto Dalle Rive (nella foto), Presidente di Ancc-Coop, che evidenzia come il recente conflitto in Iran possa avere ripercussioni sul settore, ma non con effetti automatici né immediati sui prezzi al consumo. “Le nuove tensioni internazionali – spiega Dalle Rive – non potranno non avere conseguenze sulle filiere agroalimentari, ma ciò non significa che questo determini automaticamente aumenti dei prezzi, soprattutto nel breve periodo”. Il Presidente segnala il diffondersi di messaggi che evocano “spirali inflazionistiche” e “shock energetici”, ma invita a distinguere tra rischi potenziali e dinamiche reali.
Secondo Coop, infatti, i tempi di trasmissione degli eventuali aumenti dei costi energetici lungo la filiera sono lunghi e articolati. Il rincaro del petrolio, così come quello dei fertilizzanti, incide su una catena produttiva complessa, in cui il carburante rappresenta solo una delle componenti del costo finale di un prodotto alimentare.
Da qui la posizione netta contro eventuali rincari immediati richiesti dai fornitori: “I segnali che riceviamo oggi – aggiunge Dalle Rive – relativi a possibili aumenti su determinate forniture con effetto immediato sono ingiustificati e tali da generare solo allarmismo”.
Per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, già messo sotto pressione, il sistema Coop ha attivato un osservatorio interno con l’obiettivo di monitorare costantemente l’evoluzione dei mercati e contrastare eventuali fenomeni speculativi. L’organizzazione ribadisce inoltre l’impegno a mantenere “estrema vigilanza” sulle dinamiche dei prezzi lungo tutta la filiera.