È stato re-inaugurato il caseificio della casa circondariale “Rocco D’Amato” (Dozza) di Bologna, dando il via alla produzione e ad un progetto che coniuga inclusione sociale, formazione professionale e occupazione per i detenuti.
Il caseificio, attivo solo per pochi mesi nel 2020 con produzione di mozzarelle, è stato rilanciato grazie all’intervento di Granarolo e riconvertito alla produzione di caciotte. Il latte, fornito dalla cooperativa Granlatte-Granarolo, viene pastorizzato nello stabilimento di via Cadriano e poi lavorato all’interno del carcere. I detenuti coinvolti sono regolarmente retribuiti secondo il contratto nazionale e affiancati da professionisti del gruppo.
Il Presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari ha spiegato la scelta delle caciotte evidenziandone la maggiore durata commerciale e il valore simbolico: un prodotto che richiede tempo e cura, come i percorsi di reinserimento. Il progetto punta inoltre a sviluppare competenze professionali richieste dal mercato, selezionando detenuti con pene medio-lunghe per favorire prospettive occupazionali dopo la detenzione.

Accanto a Granarolo opera l’associazione Avoc, composta da volontari ed ex professionisti del settore agroalimentare e non solo, impegnati come tutor. Il progetto si sviluppa anche con Cefal per la formazione: tra luglio e dicembre 2025 sono stati formati sei detenuti (tre già coinvolti operativamente) e 18 volontari (11 attivi). Sul fronte commerciale, Coop Alleanza 3.0 e Camst hanno aderito fin dall’inizio. Coop distribuirà le caciotte nei punti vendita di Bologna e provincia, mentre Camst le utilizzerà nei propri servizi di ristorazione, in particolare nei locali Tavolamica dell’area metropolitana.
Nel 2025 sono state testate produzioni e stagionature durante la formazione; a marzo 2026 sono partite le assunzioni e ad aprile le prime produzioni destinate alla vendita. L’obiettivo è ampliare i canali distributivi, includendo anche gli spacci Granarolo di via Irnerio e via Cadriano, per portare sul mercato un prodotto che unisce qualità agroalimentare e impatto sociale.