Laura Bettazzoli, Marketing Director Bonduelle, presenta la nuova brand identity dell'azienda per l'alimentazione vegetale.

Bonduelle, una nuova brand identity per un’alimentazione più ricca in vegetali 

Con il claim ‘Il buono che ci piace’ Bonduelle ridefinisce logo e immagine. E introduce nei punti vendita i ‘percorsi vegetali’ per ispirare i consumatori verso una dieta sempre più ‘verde’
Laura Bettazzoli, Marketing Director Bonduelle, presenta la nuova brand identity dell'azienda per l'alimentazione vegetale.

Bonduelle rilancia il suo ruolo di leader nel mercato dei prodotti vegetali con una nuova brand identity e il claim “Il buono che ci piace”. Parallelamente, inaugura negli store il ‘percorso vegetale’, che mette in relazione fresco, in scatola e surgelato, per valorizzare le occasioni di consumo incrociato. Un’operazione che intercetta un trend di mercato ormai consolidato: i vegetali sono entrati stabilmente nelle abitudini alimentari degli italiani, sempre più attenti a benessere e salute. 

Identità visiva rinnovata

La nuova brand image punta a rendere Bonduelle immediatamente riconoscibile a scaffale, con un verde più deciso e un logo armonizzato che rafforza il legame con la natura e con gli alimenti di origine vegetale. Il claim “Il buono che ci piace” riassume l’obiettivo di coniugare gusto, benessere e attenzione all’ambiente, e ribadisce il posizionamento di un’azienda specializzata sul vegetale, presente in tutte le tecnologie: IV gamma, piatti pronti, ambient e surgelati.  

“Ci piace definirci una ‘multinazionale familiare – spiega Federico Odella, CEO di Bonduelle Italia –. Abbiamo oltre 170 anni di storia, siamo presenti in 100 Paesi del mondo e il Gruppo fattura circa 2,5 miliardi di euro l’anno, di cui il 10% in Italia. Ma siamo una realtà ancora a conduzione familiare. Come azienda leader di mercato crediamo di avere un’importante responsabilità: investire e innovare, per ispirare il cambiamento delle abitudini alimentari verso un regime sempre più basato sui vegetali. Quindi più sano e sostenibile per l’ambiente: anche questa è una delle nostre mission, visto che siamo una B‑Corp dal 2003”.  

Italiani sempre più ‘flexi’

Ad avvalorare il lancio dell’azienda, l’indagine REM‑Lab dell’Università Cattolica, realizzata su 1.020 responsabili d’acquisto: il 66,9% degli italiani consuma prodotti vegetali tutti i giorni o più volte a settimana, spinti dal desiderio di seguire un regime alimentare sano, con un picco del 73,1% tra gli under 30. Un altro dato strutturale è la diffusione dello stile flexitariano: il 69% del campione dichiara di seguire una dieta prevalentemente vegetariana, con consumo solo occasionale di carne e pesce. Le motivazioni di questa scelta riguardano la salute (42%), la diversificazione alimentare (33%), la sostenibilità ambientale (26%) e, in misura minore, ragioni economiche (20%). Queste evidenze si intrecciano con i principi della ‘dieta della longevità’, promossa dalla Fondazione Valter Longo ETS, che propone uno stile di vita basato su un’alimentazione prevalentemente vegetale. Al centro ci sono verdure, legumi e cereali integrali, con consumo moderato di pesce e un attento controllo di zuccheri e grassi; l’obiettivo è favorire un invecchiamento sano e prevenire l’insorgenza di patologie.  

Il ‘percorso vegetale’ nel punto vendita  

La risposta di Bonduelle sul fronte retail è il ‘percorso vegetale’, dove l’offerta negli store è organizzata in modo da creare un filo continuo tra fresco, surgelato e ambient: oggi il 52% dei consumatori utilizza insieme le tre tecnologie.  

“I vegetali sono un biglietto da visita molto importante per i punti vendita e contribuiscono alla fidelizzazione degli acquirenti – sottolinea Laura Bettazzoli, Marketing Director Bonduelle Italia –. Con i ‘percorsi vegetali’ e con i temporary corner vogliamo andare incontro ad ogni tipo di esigenza, facilitando la complementarietà dei consumi”. 

In questa ottica si collocano i lanci più recenti. “Le lattine di mais monoporzione, esposte in ‘cravatte’ vicino al fresco, sono pensate per arricchire la propria insalata – specifica Bettazzoli –. E dopo le Pastallegre e le Cereallegre, primi piatti pronti con circa il 40% di verdure, ora presentiamo i Contornissimi, 10 referenze di contorni pronti all’uso, ad alto contenuto di servizio, che aprono una categoria di mercato ancora poco presidiata”. 

Dal super ai social  

La sfida si gioca anche con lo storytelling, grazie a una campagna social pensata per smontare i cliché più diffusi sulle verdure: per esempio che nei prodotti in scatola ci siano conservanti, oppure che le verdure possano essere esclusivamente un contorno o un cibo adatto solo a chi è a dieta. L’obiettivo dichiarato della nuova brand identity e degli investimenti, in innovazione di prodotto, packaging e servizio, è accompagnare i consumatori nella transizione verso un’alimentazione sempre più ricca in vegetali. 

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