Il quadro dei consumi in Italia resta caratterizzato da segnali contrastanti. Se da un lato i dati sulle vendite al dettaglio indicano una dinamica positiva, dall’altro emerge un deterioramento del clima di fiducia che riflette le persistenti difficoltà economiche delle famiglie e delle imprese.
Secondo le rilevazioni diffuse dall’Istat e analizzate da Federdistribuzione, nel mese di marzo le vendite al dettaglio registrano una crescita tendenziale del +3,7% a valore e del +2,1% a volume. Un andamento che beneficia anche della diversa calendarizzazione della festività pasquale rispetto allo scorso anno, contribuendo a sostenere temporaneamente i consumi.
Tuttavia, il quadro complessivo resta fragile. Ad aprile si registra infatti un ulteriore peggioramento del clima di fiducia, sia tra i consumatori sia tra le imprese, segnale di un contesto economico ancora incerto e poco favorevole alla ripresa strutturale della domanda interna.
A pesare è soprattutto il contesto internazionale. Gli effetti della crisi del Golfo Persico continuano a incidere sull’andamento dei prezzi al consumo, con particolare impatto sui beni energetici, i cui rincari si riflettono lungo tutta la filiera economica.
Le difficoltà delle famiglie italiane trovano conferma anche nella recente indagine Ipsos Doxa realizzata per Federdistribuzione. I dati evidenziano come l’89% degli italiani abbia già adottato strategie di contenimento della spesa.
Nel dettaglio, sul fronte alimentare:
- Il 48% delle famiglie cerca attivamente offerte e promozioni;
- Il 35% presta maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi;
- Il 23% ha ridotto la quantità di prodotti acquistati;
- Il 16% dichiara di aver diminuito l’attenzione alla qualità.
Si tratta di segnali chiari di un cambiamento nei comportamenti di consumo, sempre più orientati al risparmio e alla razionalizzazione degli acquisti.
In questo scenario di forte incertezza economica, le prospettive di un rilancio stabile della domanda interna appaiono più lontane. Federdistribuzione sottolinea quindi come diventi prioritario intervenire con misure concrete a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e a supporto delle imprese, chiamate a fronteggiare l’aumento dei costi legati soprattutto all’energia.
