Un modello di successo che ha contribuito a rafforzare il posizionamento dell’agroalimentare italiano sui mercati internazionali, in una fase in cui lo scenario globale è sempre più competitivo e in profonda trasformazione. 20 anni sono un traguardo importante per il Consorzio , fondato da Giovanni Rana e Paolo Dalcò, mossi dall’intuizione di unire le forze dei grandi brand per fare sistema all’estero.
I temi della crescita e delle sfide future sono stati al centro delle celebrazioni per il ventesimo compleanno del Consorzio, svoltasi nella prestigiosa cornice del Chiostro del Bramante a Roma. L’evento ha riunito le aziende del comparto e i massimi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente dell’ICE Matteo Zoppas, il DG del Maeci Mauro Battocchi e il vice DG del Maeci Alfredo Conte.
Nel corso dell’evento, il ministro Lollobrigida ha consegnato a Giovanni Rana, oggi presidente onorario di Italia del Gusto, la Moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio UNESCO: un riconoscimento che premia una storia imprenditoriale emblematica, fondata sulla famiglia, sul lavoro, sulla qualità assoluta e sulla capacità di portare nel mondo il valore delle nostre tradizioni.

“Abbiamo un sistema resiliente e capace di affrontare ogni dinamica commerciale e geopolitica in maniera corretta, da italiani, che sanno affermarsi nelle condizioni più difficili – ha dichiarato il Ministro Lollobrigida, evidenziando come la distintività sia il vero tratto caratterizzante del nostro sistema –. Con un imprenditore che è anche pater familias dell’azienda, ne risolve le problematiche gestionali e ne difende la reputazione”.
Una resilienza che trova riscontro nei dati più recenti del settore: l’agroalimentare italiano ha chiuso il 2025 raggiungendo il valore di 70,9 miliardi di euro di export, con una crescita complessiva che si attesta al +5,1%. In questo scenario, l’Europa si conferma il motore principale dello sviluppo, registrando un ottimo +7,3% (spiccano le performance di Polonia al +21,6% e Spagna al +13,0%), mentre la principale eccezione in negativo è rappresentata dagli Stati Uniti, mercato chiave per il made in Italy, che ha subito un calo del -4,5%, penalizzato dall’effetto dei dazi.
Lo stesso Giovanni Rana ha voluto ricordare la straordinaria progressione di Italia del Gusto, passata in vent’anni da 5 a 35 miliardi di euro di fatturato aggregato, rimarcando che la forza del gruppo risiede nella condivisione di idee e nella collaborazione tra i soci: “Andiamo bene perché esportiamo cibo, e il cibo italiano è adorato in tutto il mondo”.
LA FORZA DI FARE SISTEMA
“In questi vent’anni, Italia del Gusto ha dimostrato che fare sistema non è soltanto una scelta organizzativa, ma una vera leva strategica per competere e crescere sui mercati internazionali – ha sottolineato il Cav. Lav. Giacomo Ponti, Presidente del Consorzio -. La capacità di unire esperienze, competenze e visioni diverse ha permesso alle aziende consorziate di aumentare il proprio business all’estero e di consolidare il posizionamento del Made in Italy nel mondo. La forza del nostro Paese oggi sta proprio nella capacità di presentarsi in modo coeso sui mercati esteri, valorizzando identità, qualità e innovazione”.
Per l’occasione, inoltre, è stato realizzato da Gruppo Food un libro celebrativo che ripercorre le tappe salienti dello sviluppo di Italia del Gusto e che raccoglie le testimonianze dei rappresentanti delle aziende consorziate, offrendo uno spaccato unico su una formula aggregativa che fa scuola nel made in Italy.

LE TUTELE ISTITUZIONALI A CONFRONTO
A vent’anni dal primo passo, Italia del Gusto conferma la solidità di un modello vincente che ha saputo evolversi in sincronia con i mercati internazionali. In uno scenario globale complesso e selettivo, fare sistema, valorizzare le eccellenze italiane e presidiare nuovi mercati rimangono le uniche strade per garantire la crescita e la competitività dell’agroalimentare italiano nel mondo.