In occasione della Giornata mondiale del pomodoro (15 giugno), Anicav accende i riflettori su uno dei pilastri fondamentali del made in Italy. Il pomodoro si conferma un elemento identitario capace di esportare qualità, tradizione e innovazione in ogni angolo del globo, rappresentando un asset strategico per l’economia tricolore.
Governance e sostenibilità, le sfide del 2026
Il Presidente di Anicav, Aldo Rodolfi, ha sottolineato l’importanza di trasformare la forza del brand collettivo in una strategia di settore più coesa. La crescita registrata dai mercati internazionali richiede una visione lungimirante: “Una filiera che vale tanto agli occhi del mondo deve imparare a tutelarsi con determinazione al proprio interno – ha affermato Rodolfi – attraverso regole condivise e un dialogo autentico tra industria e parte agricola“. L’obiettivo per il 2026 è costruire una governance solida, in grado di affrontare le sfide competitive con unità d’intenti, garantendo standard elevati di sicurezza e sostenibilità.
I numeri di un settore da record
Con un fatturato complessivo che nel 2025 ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro, il comparto si conferma un motore trainante dell’agroalimentare. L’Italia mantiene il primato mondiale nella produzione di derivati destinati al consumatore finale, detenendo il 14,4% della produzione globale e oltre il 50% di quella europea. L’export rappresenta una quota vitale, con 2,8 miliardi di euro di fatturato generato verso mercati chiave come Usa, Giappone e Australia.
Sul mercato interno, la passata si conferma il prodotto leader (63,4%), mentre il settore del fuori casa assorbe il 67% del volume totale dei derivati consumati in Italia, confermando l’importanza di questo canale per la distribuzione moderna e l’intera filiera. Con 35.000 occupati tra fissi e stagionali, l’industria conserviera italiana continua a tradurre la qualità della materia prima in un successo globale duraturo.