Il peso economico dello spreco alimentare globale sta raggiungendo soglie critiche. Secondo le stime più recenti, i ricavi persi dall’intera catena di approvvigionamento del retail mondiale sono destinati a toccare i 510 miliardi di euro entro il 2030, segnando un incremento del 10% rispetto al 2026. Dietro questo dato allarmante si cela una serie di inefficienze strutturali che colpiscono la distribuzione, bruciando circa il 33% dei ricavi prima ancora che il prodotto arrivi al consumo finale.
L’impatto sulla supply chain
In occasione della Giornata Mondiale della Gastronomia Sostenibile, emerge chiaramente come il problema non riguardi solo il consumatore, ma l’intero sistema agroalimentare. Oltre il 64% dei dirigenti di settore segnala un aggravio dei costi nell’ultimo triennio, con una crescita costante trainata in particolare dai segmenti della carne, dell’ortofrutta e dei prodotti da forno. Le politiche di sostenibilità aziendale diventano quindi fondamentali non solo per l’etica, ma per la sopravvivenza economica della filiera.
Le direttive UE e la sfida del 2030
Il quadro normativo si fa più stringente: la Direttiva UE 2025/1892 impone alle imprese di ridurre le perdite derivanti dalla produzione e trasformazione del 10% entro il 2030. In questo contesto, modelli come quello di Regardia, basato sulla mangimistica circolare, offrono una risposta concreta. Trasformare surplus ed ex-prodotti alimentari in risorse per l’alimentazione animale o in bioenergia significa mantenere il valore nutrizionale nel ciclo economico.
Sette trend per contrastare lo spreco
Secondo Paolo Fabbricatore, Group Ceo di Regardia, la vera sfida industriale è il cambio di paradigma: smettere di considerare i prodotti fuori specifica come rifiuti. Ecco i sette trend chiave per la Gdo:
- Recupero delle eccedenze: sistemi avanzati per intercettare surplus produttivi;
- Mangimistica circolare: riconversione di pane, snack e dolciumi in ingredienti per il feed;
- Digitalizzazione predittiva: algoritmi per ottimizzare stoccaggio e distribuzione;
- Valorizzazione energetica: conversione degli scarti non edibili in biogas;
- Packaging intelligente: tecnologie per estendere la shelf life dei prodotti;
- Circolarità applicata: trasformazione di sottoprodotti in nuove materie prime;
- Recupero dell’ortofrutta: valorizzazione dei prodotti estetici fuori standard nell’industria di trasformazione.
Recuperare valore significa, in ultima analisi, elevare l’efficienza e la resilienza del sistema, garantendo che ogni risorsa impiegata sia pienamente valorizzata.