Rappresentazione digitale wireframe di borse della spesa e consumatori, simbolo del caro spesa e inflazione in Europa - carrello

Caro spesa in Europa, prezzi ancora elevati e impatto crescente sui budget familiari

Analisi Circana sul costo medio del carrello, ancora alto nonostante la moderazione dell'inflazione. La Germania resta il mercato più economico
Rappresentazione digitale wireframe di borse della spesa e consumatori, simbolo del caro spesa e inflazione in Europa - carrello

Il costo del carrello della spesa in Europa continua a rappresentare una sfida significativa per i consumatori e gli operatori del settore. Secondo l’ultimo report di Circana, che ha analizzato i consumi nei sei principali mercati continentali, il prezzo di un paniere composto da 35 prodotti alimentari e per la casa si attesta oggi ad una media di 95,35 euro, segnando un incremento di quasi cinque euro rispetto ai livelli di tre anni fa.

La fotografia dell’inflazione alimentare europea

L’indagine evidenzia divergenze marcate tra i singoli paesi. La Germania si conferma il mercato più conveniente dell’area EU6, con un costo medio di 71,20 euro, posizionandosi ben 24 euro al di sotto della media europea. Al contrario, la Francia detiene il primato del carrello più costoso (104,43 euro), seguita dal Regno Unito e dai Paesi Bassi. L’Italia si colloca in una posizione intermedia, con un costo medio di 81,49 euro, pur avendo registrato un aumento del 5,2% su base triennale.

La strategia dei consumatori tra promozioni e cautela

Sebbene il picco inflattivo sia alle spalle, l’impatto cumulativo sui bilanci familiari resta una realtà tangibile. Ananda Roy, Svp consumer goods industry Advisor di Circana, sottolinea come la clientela stia adottando strategie di difesa sempre più strutturate: “I consumatori continuano a dare priorità al valore, cercando attivamente promozioni, valutando il cambio di insegna e monitorando con estrema attenzione gli acquisti, sia nel settore alimentare che in quello non alimentare“.

Prospettive per il 2026

Guardando alla seconda metà dell’anno, le previsioni indicano che i prezzi rimarranno sotto pressione a causa della persistente volatilità dei costi energetici e delle materie prime agricole. Per i manager della Gdo e dell’industria del largo consumo la sfida sarà gestire una domanda ancora incerta, dove la sensibilità al prezzo rimane il driver principale delle scelte d’acquisto. Con l’inflazione alimentare attesa su livelli superiori rispetto a quella generale, la capacità di offrire valore competitivo diventerà il fattore determinante per la tenuta dei volumi e la fedeltà del cliente.

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