Management Conad all'evento finanziario per presentare il piano di investimenti da 2,3 miliardi di euro.

Conad, il fatturato 2025 sale a 21,7 miliardi

Il leader italiano della Gdo accelera sul piano triennale di investimenti da 2,3 miliardi e scommette su digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo della rete vendita
Management Conad all'evento finanziario per presentare il piano di investimenti da 2,3 miliardi di euro.

Il sistema Conad ha tracciato oggi il proprio bilancio 2025 davanti alla comunità finanziaria milanese, confermando una traiettoria di crescita superiore alla media del mercato. Con un fatturato che raggiunge i 21,721 miliardi di euro (+3,83%), l’insegna si consolida come protagonista assoluta del retail italiano, sostenuta da una solida strategia di fidelizzazione e da un’offerta a marchio sempre più centrale.


Essere la prima insegna della grande distribuzione italiana è un privilegio che comporta una responsabilità: meritare ogni giorno la fiducia di chi ci sceglie”, ha dichiarato Mauro Lusetti, Presidente di Conad. “Il 2025 è stato un anno in cui questa responsabilità si è fatta sentire con intensità, in un contesto macroeconomico instabile e con consumi più prudenti. Abbiamo comunque scelto di continuare a investire nell’ammodernamento della rete, nella digitalizzazione, nella sostenibilità e nel brand, nella convinzione che la leadership si costruisca proprio nei momenti più difficili. La forza di Conad è la forza del suo sistema: il consorzio, le cinque grandi cooperative e i soci imprenditori, elementi diversi ma coesi e con obiettivi comuni. È questa coesione il vero motore della nostra capacità di crescere in modo sostenibile, e la base su cui costruiremo la crescita dei prossimi anni”.

La spinta del brand e i risultati finanziari

La marca del distributore continua a rappresentare un pilastro fondamentale, generando un fatturato di 6,5 miliardi di euro (+5,7%) e coprendo il 33,8% delle vendite nel canale supermercati. Questi numeri, supportati da un patrimonio netto consolidato di 3,97 miliardi di euro, riflettono una capacità di resilienza in un contesto macroeconomico caratterizzato da consumi prudenti. Il posizionamento di mercato è confermato da una brand awareness del 95,9%, la più alta tra le insegne della grande distribuzione organizzata.

Il piano di investimenti 2026-2028

Guardando al futuro, il gruppo ha presentato un piano industriale triennale da 2,3 miliardi di euro. Gli investimenti saranno destinati al rafforzamento della rete vendita, all’ammodernamento delle strutture esistenti e all’efficientamento della supply chain. Un focus particolare sarà riservato all’innovazione digitale, con l’obiettivo di far evolvere l’ecosistema HeyConad.


Nel 2025 abbiamo dimostrato che crescere in un contesto complesso è possibile, a condizione di avere le idee chiare su dove investire insieme al coraggio di farlo con continuità”, ha affermato Francesco Avanzini, Direttore generale di Conad. “In un mercato a basso tasso di crescita e con un panorama sociodemografico in continua contrazione, Conad è l’insegna italiana con le maggiori opportunità di sviluppo. Continuiamo a rafforzare la quota di mercato nei canali ‘core’ dei supermercati e degli iper, nel frattempo vogliamo sviluppare la specializzazione della rete, l’efficientamento della supply chain e la crescita dell’ecosistema digitale HeyConad. Il mercato in cui operiamo è più concentrato e competitivo: le sfide che abbiamo davanti richiedono massa critica, investimenti continui e competenze in evoluzione. Siamo determinati ad affrontarle anticipando il cambiamento, perché sappiamo che in un mercato che non aspetta, la vera solidità si misura nella velocità con cui si è pronti a innovare”.

Specializzazione e nuovi format

La strategia di diversificazione sta premiando l’insegna, con format come Todis e PetStore che registrano crescite a doppia cifra. La prossima sfida, annunciata dal management, sarà l’ingresso nel comparto benessere con i punti vendita Benessity, focalizzati sulla salute e sull’alimentazione equilibrata. Secondo il management, la vera solidità del modello risiede nella coesione tra il consorzio, le cooperative e i soci imprenditori, un connubio capace di coniugare sviluppo industriale e radicamento territoriale.

© Riproduzione riservata