Il pane si conferma un pilastro fondamentale del carrello della spesa, con una penetrazione dell’87% tra le famiglie italiane. Ma dietro questa universalità il mercato sta vivendo una trasformazione profonda, come emerge dall’ultima ricerca NIQ commissionata da Vandemoortele, che analizza il bakery fresco a peso variabile nella distribuzione moderna. Con un valore complessivo di 3,8 miliardi di euro e volumi che coprono l’82% della categoria, il pane non è più solo una commodity, ma un elemento identitario in costante evoluzione.

La crescita del segmento speciale
Sebbene il segmento standard mantenga la leadership, il trend più dinamico è quello dei pani speciali e regionali, che registrano una crescita dell’11% a volume. Questo dato sottolinea come il consumatore moderno, pur non rinunciando alla frequenza d’acquisto del prodotto tradizionale, cerchi sempre più spesso un valore aggiunto legato alla tradizione, alla qualità degli ingredienti e alla riscoperta di ricette territoriali. Si tratta di un ampliamento dell’offerta che permette al banco pane di arricchirsi, rispondendo a bisogni sempre più sofisticati.

Identità e valore nel punto vendita
“Parlare di pane significa parlare di un patrimonio che attraversa territori, generazioni e abitudini quotidiane”, afferma Giulia Manzoni, Sr category & brand manager bread presso Vandemoortele Italia. L’azienda sottolinea la necessità di superare la visione del pane come mero prodotto indifferenziato. Dietro ogni filone ci sono filiere, tecniche di fermentazione e competenze artigiane che meritano di essere raccontate. Per i manager della Gdo, la sfida è trasformare questa varietà in una proposta chiara, capace di valorizzare l’assortimento e rispondere in modo coerente alle richieste di un consumatore sempre più attento alla qualità. Con una crescita complessiva del comparto del 6% sia a volume che a valore, il pane si conferma protagonista indiscusso delle scelte alimentari italiane.