Il Senato della Repubblica ha approvato all’unanimità il disegno di legge ColtivaItalia, completando così l’iter parlamentare del piano strategico promosso dal governo per sostenere e rafforzare il settore primario nazionale. La misura mobilita un totale di 1.184,3 milioni di euro destinati a consolidare le filiere agroalimentari, promuovere lo sviluppo e la competitività e garantire la sicurezza alimentare dell’Italia.
Il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l’importanza politica ed economica del risultato raggiunto: “È un risultato importante, che dimostra come, anche in un clima di forte confronto politico, sia possibile trovare una convergenza su un settore fondamentale per l’economia italiana, la sicurezza alimentare e la tutela del territorio”.
Misure generali e sostegno alle filiere strategiche
L’architettura del testo risponde alla necessità di ridurre i rischi legati agli approvvigionamenti alimentari, assicurare cibo di qualità a costi accessibili e sostenere i comparti produttivi in sofferenza. Per il sostegno delle filiere di interesse strategico sono previsti 300 milioni di euro orientati all’approvvigionamento dei prodotti agricoli, al rafforzamento dei bacini produttivi locali e al sostegno dell’allevamento di vitelli autoctoni. Contestualmente, il Fondo Sovranità alimentare viene rifinanziato con 70 milioni di euro a supporto dei settori in difficoltà, quali le colture di grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali.
Zootecnia, olivicoltura e filiera cerealicola
Nel dettaglio dei singoli comparti produttivi, l’iniziativa “Allevamento Italia” beneficia di 300 milioni di euro per incrementare la produzione nazionale di carne bovina, sviluppare la linea vacca-vitello e ridurre la dipendenza dalle importazioni dall’estero; gli interventi sono stati estesi in sede parlamentare anche alle strutture allevatoriali.
Un capitolo prioritario è riservato all’olivicoltura, con una dotazione di 300 milioni di euro a sostegno del nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030, destinati sia al contrasto delle fitopatie sia al rilancio economico delle imprese del settore. Contestualmente è stato introdotto il divieto di espianto per gli uliveti afferenti a produzioni Dop e Igp per far posto a impianti fotovoltaici o eolici, salvo l’obbligo di reimpianto nello stesso sito o in aree limitrofe.
Per la filiera cerealicola sono stabiliti 10 milioni di euro dedicati ai contratti di filiera del frumento, erogati attraverso crediti d’imposta variabili dal 20% al 40% per accordi di durata compresa tra i tre e i cinque anni, al fine di garantire stabilità reddituale agli agricoltori.
Ricambio generazionale, credito e sviluppo del territorio
Il provvedimento risponde alle criticità legate all’invecchiamento del settore stanziando 150 milioni di euro a favore dell’imprenditoria agricola giovanile e femminile. Le risorse finanziarie sono suddivise nella misura del 65% per la concessione di mutui agevolati e del 35% sotto forma di contributi a fondo perduto.
Sul fronte fondiario, Ismea mette a disposizione 8.417 ettari di terreni in comodato d’uso gratuito per 10 anni a favore dei giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni, con opzione di riscatto finale al 50% del valore iniziale. Viene inoltre istituita la Banca comunale delle terre per permettere ai Comuni il censimento e il recupero dei terreni inutilizzati, con il duplice obiettivo di contrastare lo spopolamento e prevenire il dissesto idrogeologico.
Misure emergenziali, prevenzione e contrasto alle fitopatie
La legge affronta le principali emergenze sanitarie del settore primario istituendo la figura del Commissario straordinario per la Xylella, attivo fino al 31 dicembre 2028 per coordinare istituzioni e ricerca scientifica, affiancato da una struttura di cinque unità e tre sub-commissari con una dotazione di tre milioni di euro. È inoltre disposta la moratoria dei mutui per le aziende agricole, ittiche e dell’acquacoltura colpite da epizoozie e fitopatie nel corso del 2025.
Per la gestione della peste suina africana (PSA) vengono allocati un milione di euro per interventi di prevenzione e biosicurezza negli allevamenti e tre milioni di euro a supporto delle imprese di macellazione, inclusi i costi per il congelamento e lo stoccaggio delle carni soggette a restrizioni sanitarie e la realizzazione di recinzioni per contenere i cinghiali.
Innovazione tecnologica, ricerca e digitalizzazione
Nel capitolo dedicato all’ammodernamento tecnico, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) è autorizzato ad assumere 50 nuovi ricercatori. Verranno destinati investimenti alle aziende agricole sperimentali del CREA e degli istituti agrari per l’adozione di soluzioni di agromeccanica di precisione, meccatronica, intelligenza artificiale e sensoristica avanzata.
Difesa del made in Italy e turismo rurale
A tutela dell’autenticità agroalimentare, il testo prevede lo stanziamento di 650.000 euro per l’istituzione di una banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità dei prodotti. Per il contrasto al fenomeno del pesca illegale e il controllo dei certificati di cattura sulle importazioni ittiche vengono allocati 1,79 milioni di euro, a supporto del Nucleo centrale pesca marittima della Guardia costiera.
In materia di pratiche commerciali sleali si introduce la diffida per le violazioni sanabili: l’azienda interessata dispone di 60 giorni per regolarizzare la propria posizione e accedere al pagamento di una sanzione ridotta pari a un terzo del minimo edittale.
Infine, 9,2 milioni di euro vengono destinati al settore dell’enoturismo e dell’oleoturismo, inserendo ufficialmente le attività di ospitalità tra le funzioni connesse esercitabili dalle aziende agricole nelle aree rurali.
Semplificazione burocratica e riorganizzazione di Agea
Sul piano procedurale, il pacchetto di semplificazione dispone che le istruttorie dei Centri autorizzati di assistenza agricola (Caa) per le pratiche prive di discrezionalità siano immediatamente esecutive, riducendo i tempi di attesa per i richiedenti. AGEA amplia le proprie competenze venendo incaricata della promozione dell’innovazione tecnologica nell’agricoltura e nella pesca attraverso la gestione del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN). A seguito della riforma, l’ente modifica la propria denominazione ufficiale in “Agenzia per le erogazioni in agricoltura, l’innovazione e la tecnologia – AGEA-IT”.
Le reazioni del settore: Copagri
Soddisfazione è stata espressa dal mondo agricolo rappresentato da Copagri. Il Presidente Tommaso Battista ha richiamato l’attenzione sull’impatto economico delle risorse destinate al triennio 2027-2029: “L’entità delle risorse stanziate con il cosiddetto ColtivaItalia, pari a oltre un miliardo di euro per il triennio 2027-29, così come la pluralità degli strumenti previsti, rappresentano una importante iniezione di fiducia e liquidità a favore dei produttori agricoli, stretti da mesi nella morsa tra il caro prezzi e il calo delle quotazioni. Ora diventa fondamentale accelerare il più possibile con l’emanazione dei numerosi decreti attuativi previsti dal testo, così da rispettare la previsione di avere le risorse già a partire dai primi mesi del 2027”.
Il Presidente di Copagri ha accolto favorevolmente anche gli interventi sul credito e sull’accesso fondiario per i giovani: “Particolarmente positive appaiono, poi, le misure per incentivare l’imprenditoria giovanile e femminile, attraverso il rifinanziamento del regime di auto imprenditorialità in agricoltura e la concessione in comodato gratuito ai giovani imprenditori dei terreni agricoli rimasti invenduti nell’ambito delle procedure di dismissione, dato che l’accesso alla terra e al credito continuano a rappresentare i principali ostacoli che frenano sensibilmente il ricambio generazionale nel settore agricolo”.
Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena
Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena ha accolto favorevolmente la norma di interpretazione autentica che limita l’impiego del termine “aceto” ai derivati della fermentazione di prodotti agricoli con indicazione della materia d’origine. Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio, ha espresso l’apprezzamento dell’ente e la sinergia con la federazione di categoria: “Il Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena plaude in modo particolare alla nuova norma e si affianca a Federvini nel ringraziare il ministro Lollobrigida e il suo dicastero. L’interpretazione autentica fornita dal legislatore risolve, infatti, ogni dubbio residuale circa la possibilità di utilizzare l’espressione aceto balsamico come denominazione generica. Ora il contesto normativo è chiaro: utilizzare il termine aceto balsamico fuori dalle tre IG registrate a livello comunitario (l’Aceto Balsamico di Modena Igp e i due Aceti Balsamici Tradizionali di Modena e Reggio Emilia Dop) è un illecito sanzionato dalla legge”.