Cesto di frutta e verdura biologica. Prodotti agricoli freschi, filiera corta. Assobio.

Biologico e GDO, da nicchia a motore di crescita: il convegno Assobio a Marca 2026 

AssoBio sul palco di Marca by BolognaFiere & ADM per misurare il peso del biologico nell’offerta della GDO e ridisegnare il dialogo tra industria e distribuzione
Cesto di frutta e verdura biologica. Prodotti agricoli freschi, filiera corta. Assobio.

Al convegno ‘Biologico e GDO: strategie comuni per crescere insieme’, organizzato da AssoBio il 15 gennaio scorso nell’ambito di Marca 2026, il biologico si conferma come uno dei segmenti più dinamici della grande distribuzione organizzata.  Al centro dell’incontro, il ruolo del bio come leva di sviluppo sostenibile e di innovazione per la distribuzione e l’industria di marca, con un focus sulla creazione di valore lungo tutta la filiera. 

Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio, ha aperto i lavori del convegno, inquadrando il contesto di mercato e sottolineando come il biologico soddisfi le attese di una fascia di consumatori sempre più ampia, orientata a benessere, salute e responsabilità ambientale.  Dalla lettura dei trend emerge come il bio, settore importantissimo della produzione agricola italiana, non sia più una proposta marginale, ma un asse di posizionamento dell’assortimento GDO. “Stiamo assistendo ad un’evoluzione dell’identità del biologico, da nicchia a motore di crescita, grazie anche a una sempre maggiore integrazione con l’offerta dell’industria di marca”, ha affermato Maffini.

Uova e gallette tra i prodotti più venduti

L’intervento di Nicola De Carne, Retail Customer Success Leader di NielsenIQ, ha offerto una preview del report dedicato al biologico nella GDO italiana, evidenziando una crescita diffusa a livello nazionale, con performance particolarmente brillanti nel Sud.  La progressione interessa in modo trasversale i diversi format distributivi, con supermercati, ipermercati e discount in prima linea nell’ampliamento della proposta a scaffale. 

È ancora il reparto del fresco a guidare l’avanzata del bio, con l’ortofrutta in testa e categorie come uova e gallette stabilmente tra i prodotti più venduti.  La domanda vede protagoniste soprattutto le famiglie di età più matura, che presidiano il segmento in modo fedele, forse anche perché meno sensibili alla maggiorazione dei costi che il comparto necessariamente prevede.  

Puntare su innovazione e assortimento 

Convegno Assobio a Marca 2026: relatrice al microfono. Focus su biologico e GDO come motore di crescita.

L’incontro è proseguito con una tavola rotonda che ha riunito alcuni dei principali player dell’industria e della distribuzione moderna, con l’obiettivo di mettere a sistema esperienze concrete e strategie di costruzione dell’assortimento bio. Sara Caggiati, Direttrice Marketing Coop Italia, ha affermato: “Come Coop, ci sentiamo ‘pionieri’ del prodotto a marchio e il nostro obiettivo è tutelare il potere di acquisto dei consumatori, soprattutto in questo momento di grave crisi inflattiva. Tra la nostra proposta a marchio, le linee ‘bio’ ottengono risultati sempre più performanti”.

Renato Calabrese, Direttore Generale Probios, ha sottolineato: “Siamo l’azienda leader in Italia nella produzione di alimenti biologici; il nostro fatturato è in continua crescita a testimoniare come il comparto sia ormai di strategica importanza per il mercato. Oggi è più che mai necessario innovare la gamma di prodotti, ma anche prestare particolare cura alla logistica e alla distribuzione”. Roberto Comolli, Direttore Generale Food 5.0 CRAI, ha specificato che “il biologico andrebbe valorizzato anche negli alimenti trasformati, quando si utilizzano materie prime biologiche o si rinuncia all’impiego di additivi. Le buone pratiche agricole vanno premiate”.

Paolo Pari, Direttore Marketing Canova – Almaverde Bio, ha portato l’esperienza delle Isole Almaverde Bio, aree dedicate nei supermercati e ipermercati che offrono prodotti sfusi e confezionati. “Un progetto vincente perché dà valore al comparto. Ma è importante allargare la fascia dei consumatori, conquistando anche gli ‘occasionali’. 

“Bisogna cambiare punto di vista”, ha infine sottolineato Nicoletta Maffini a conclusione dei lavori. “L’agricoltura biologica è quella più moderna e innovativa, non quella più antica. I consumi stanno crescendo molto anche a volume perché l’attenzione alla salute aumenta sempre di più”. 

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