L’Italia si conferma nel 2025 primo produttore mondiale di vino con 47,3 milioni di ettolitri, davanti a Francia e Spagna, in un contesto in cui l’Europa rappresenta il 60% della produzione globale (fonte: Ufficio Studi di Sace). Il dato continentale, pur in crescita del 2% su base annua, resta tuttavia inferiore dell’8% rispetto alla media quinquennale, evidenziando una fragilità strutturale del settore.
A livello nazionale, la crescita è stata disomogenea: le regioni meridionali hanno registrato un forte incremento (+19%), mentre il Nord ha mostrato dinamiche più moderate e il Centro ha segnato una flessione del 3%, legata soprattutto alla minore produzione in Toscana.
Il mercato globale del vino vale circa 360 miliardi di dollari (2025) e si prevede che possa raggiungere i 440 miliardi entro il 2031, con una crescita media annua del 3,37%. In questo scenario, Francia, Italia e Spagna si confermano i principali esportatori a valore: la Francia mantiene la leadership grazie a prezzi medi più elevati, mentre l’Italia rafforza la propria quota, salita al 22%. Non a caso, un prodotto alimentare italiano su cinque esportato è vino.
Nonostante il posizionamento competitivo, il 2025 ha segnato una battuta d’arresto per l’export italiano, sceso del 3,7% a 7,8 miliardi di euro. La contrazione ha interessato tutte le tipologie, con un calo più marcato per i vini rossi e rosé fermi, che rappresentano circa il 40% del totale, mentre spumanti, bianchi e frizzanti hanno registrato flessioni più contenute. La dinamica riflette anche la riduzione dei consumi globali, diminuiti mediamente dello 0,7% negli ultimi due anni, sebbene le prospettive indichino una lieve ripresa nei prossimi tre anni.
Gli Stati Uniti restano il principale mercato di destinazione e, insieme a Germania e Regno Unito, assorbono quasi la metà delle esportazioni italiane. Proprio la debolezza della domanda americana ha inciso in modo determinante sulla performance complessiva. Tra gli altri mercati, si registrano cali in Canada e Svizzera, mentre la Francia mostra una crescita degli acquisti. Segnali positivi arrivano inoltre dall’Europa dell’Est e da paesi come Brasile e Vietnam, ancora marginali ma in espansione.
Sul piano territoriale, il Veneto si conferma prima regione esportatrice con 2,9 miliardi di euro, seguito a distanza da Toscana e Piemonte. Tuttavia, le principali regioni produttrici hanno registrato performance negative, mentre emergono segnali di crescita da Lombardia, Puglia e Friuli Venezia Giulia.
Uno dei principali punti di forza del settore resta l’elevata qualità media, che consente alle imprese italiane di competere nei segmenti premium, più resilienti e redditizi. Il sistema delle denominazioni di origine rappresenta un elemento distintivo, con 79 certificazioni Docg nel 2026, mentre la digitalizzazione sta rafforzando tracciabilità e trasparenza attraverso strumenti come il QR code.
Le tendenze di consumo stanno evolvendo in modo significativo: nei mercati maturi si osserva una riduzione dei consumi pro-capite, mentre cresce la domanda nei paesi emergenti. Si afferma inoltre una logica di premiumizzazione, con consumatori orientati verso prodotti di qualità superiore, mentre aumenta l’interesse per vini a basso contenuto alcolico o analcolici, in linea con una maggiore attenzione alla salute e alla sostenibilità.
La filiera vitivinicola, ampia e articolata, è chiamata a migliorare efficienza e innovazione per mantenere competitività. In questo contesto, pesano l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, le incertezze legate alle politiche commerciali internazionali e l’impatto crescente dei cambiamenti climatici, che rendono più complessa la pianificazione produttiva. A ciò si aggiungono le difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, che rappresentano una parte rilevante del settore.
Parallelamente, avanzano le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, che trovano applicazione nell’agricoltura di precisione e nella logistica, mentre la transizione energetica spinge verso modelli produttivi più sostenibili.
