Ritter Sport conquista il terzo posto mondiale nella Chocolate Scorecard 2026, la classifica internazionale che analizza le pratiche di sostenibilità dei grandi produttori di cioccolato. Un risultato decisamente importante per una media impresa a conduzione familiare, che si è confrontata – e ha superato – molte multinazionali del settore. La Chocolate Scorecard, giunta quest’anno alla settima edizione, è una graduatoria annuale indipendente coordinata dalla ONG australiana Be Slavery Free, che valuta l’intera filiera cacao–cioccolato su criteri etici, sociali e ambientali, con requisiti che si fanno più stringenti di anno in anno.
Cacao tracciabile al 100%
Particolarmente significativo è stato il risultato nell’area Traceability and Transparency. Ritter Sport utilizza esclusivamente cacao certificato, tracciabile al 99%. Gli standard di certificazione sono Fairtrade International (con focus sui diritti economici e sociali dei lavoratori ) e Rainforest Alliance (concentrato sulla salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi).
La filiera aderisce inoltre alla regolamentazione europea EUDR (EU Deforestation Regulation), che impone agli operatori di dimostrare che la materia prima non provenga da aree soggette a deforestazione. “Il nostro brand investe ogni anno circa 7 milioni di euro in programmi di sostenibilità lungo la filiera del cacao. Abbiamo sviluppato partnership nei principali Paesi di approvvigionamento – Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria, Nicaragua e Perù – basate su investimenti mirati nelle piantagioni e rapporti diretti con agricoltori e cooperative locali”, spiega Petra Fix, Global Sustainability Communication di Ritter Sport. “Oggi circa il 91% del fabbisogno di cacao dell’azienda proviene da questi programmi”.
Emblematico il caso del Nicaragua, dove dal 2012 Ritter Sport è proprietaria della tenuta ‘El Cacao’ di 2.500 ettari. “El Cacao è un modello di produzione: coniuga tutela dell’ecosistema, occupazione locale, valorizzazione delle persone e sviluppo del territorio; la tenuta contribuisce per il 20% al nostro fabbisogno di cacao”, sottolinea Fix.
Energia rinnovabile autoprodotta
Sul fronte energetico, l’azienda accelera verso l’obiettivo di riduzione delle proprie emissioni del 42% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2021. Grazie agli impianti fotovoltaici, capaci di generare energia sufficiente a produrre oltre 120 milioni di tavolette l’anno, e alle turbine eoliche, Ritter Sport copre oggi più della metà del proprio fabbisogno elettrico con energia rinnovabile autoprodotta. Dal 2023 ha inoltre elettrificato parte della logistica con camion a batteria. Parallelamente, presso il sito produttivo di Waldenbuch, in Germania, sta completando l’installazione di cinque grandi pompe di calore, che consentiranno la conversione del sistema di riscaldamento aziendale verso una tecnologia a basse emissioni: due unità sono già operative, mentre le restanti tre saranno attivate entro l’anno. “Prevenire le emissioni viene prima di compensarle, lungo tutta la filiera, dalla produzione alla logistica”, commenta ancora Petra Fix.
Un fatturato che cresce
Negli ultimi cinque anni il costo del cacao come materia prima è aumentato circa del 500%, con inevitabili ripercussioni sui listini di prezzo al dettaglio. Il quadro di mercato resta complesso: in diversi Paesi l’aumento del prezzo del cacao ha frenato i consumi di cioccolato, registrando cali più accentuati nei grandi mercati europei. “In Italia la riduzione dei volumi c’è stata, ma meno marcata rispetto ad altri Paesi; in questo contesto Ritter Sport è cresciuta del 12,4% in volume negli ultimi cinque anni, mentre il mercato ha perso circa il 4%”, spiega Thomas Straub, Amministratore Delegato di Ritter Sport Italia. A livello globale, l’azienda ha registrato nel 2025 una crescita del 17,7% in valore, che in Italia sale al 20,1%. Secondo Straub a fare la differenza, oltre alla qualità, è una strategia di marketing molto definita: “La forma quadrata, pratica, con il giusto equilibrio tra cioccolato e ripieno, il pack facile da aprire e il codice colore che identifica ogni gusto in un assortimento molto ampio, facilitano l’acquisto”.
Novità nel segmento ‘dark’
Ritter Sport, con casa madre in Germania fondata nel 1912, ha due siti produttivi, uno a Waldenbuch e uno a Breitenbrunn in Austria. Nel 2025 il gruppo ha raggiunto un fatturato di 712 milioni di euro e vende le sue tavolette in oltre 100 Paesi. L’Italia, dove la sede commerciale è a Brescia, è il terzo mercato globale in assoluto per l’azienda tedesca e registra un fatturato annuo intorno ai 45 milioni di euro, per il 90% in Gdo.
Forte del successo ottenuto con i precedenti ampliamenti della gamma ‘dark’ (il Fondente Extra 70% e le Mini Tower Dark Mix, 7 tavolette in diverse percentuali di cacao pensate per un percorso degustativo, lanciate a settembre 2025), Ritter Sport sta preparando una novità nel segmento dark premium. Il lancio previsto è per il prossimo autunno.