Il settore del pomodoro da industria ha trovato un punto di equilibrio per la campagna 2026. Anicav e le organizzazioni dei produttori del bacino Centro Sud Italia hanno infatti sottoscritto un accordo strategico che delinea le regole e i prezzi di riferimento per la prossima stagione di trasformazione. L’intesa, siglata a Napoli, garantisce continuità operativa e programmazione a una filiera cardine del made in Italy.
I dettagli economici dell’accordo
Per rispondere alle dinamiche di mercato, le parti hanno definito un prezzo medio di riferimento per le diverse tipologie di prodotto: 140 euro a tonnellata per il pomodoro tondo, 150 euro per quello lungo e 210 euro per il pomodorino. Di particolare rilievo è la scelta di applicare una maggiorazione significativa di +45 euro a tonnellata per il pomodoro biologico su tutte le varietà. Tale decisione mira a incentivare le produzioni a valore aggiunto e a sostenere la sostenibilità ambientale in campo.
Stabilità e valorizzazione del prodotto
L’accordo conferma l’impianto del contratto quadro d’area utilizzato nelle annate precedenti, assicurando così certezze immediate sia agli industriali sia al comparto agricolo. Un focus particolare è stato riservato al differenziale di prezzo tra il tondo e il lungo, una mossa strategica orientata a valorizzare le produzioni, supportando attivamente il riconoscimento dell’Igp Pomodoro Pelato di Napoli.
Pasquale D’Acunzi, Coordinatore del comitato Centro Sud di Anicav, ha sottolineato come la responsabilità collettiva sia stata la leva per evitare incertezze pericolose. Sulla stessa linea Aldo Rodolfi, Presidente dell’associazione, che ha evidenziato come l’intesa rappresenti l’ultimo tassello per completare il quadro nazionale, rafforzando la competitività italiana sui mercati internazionali dove l’export continua a essere il vero motore di crescita per l’intero settore delle conserve vegetali.