Esselunga rinnova il proprio impegno per la sostenibilità e punta su un modello di business sempre più responsabile. Con la presentazione del nuovo Piano di sostenibilità 2026-2030, l’azienda della Gdo traccia una rotta che pone al centro la sinergia tra comunità, filiera e tutela ambientale. Il documento non è solo una rendicontazione, ma si propone come una dichiarazione d’intenti che integra i pilastri Esg nelle scelte operative quotidiane.
Numeri e impatto sull’economia nazionale
L’analisi del valore generato nel 2025 evidenzia l’importanza sistemica del gruppo nel contesto nazionale, con un impatto complessivo sul PIL di 7,6 miliardi di euro. Il moltiplicatore economico è significativo: per ogni euro generato, se ne attivano 2,8 nell’economia italiana, a dimostrazione di una filiera integrata e resiliente. L’occupazione resta un asset strategico, con oltre 109.000 posti di lavoro di cui il 94% con contratto a tempo indeterminato.

Verso una produzione circolare e sostenibile
L’azienda, che si distingue anche come food company grazie ai propri centri di produzione made in Italy, continua a investire massicciamente nell’efficientamento. Nel 2025 sono stati stanziati 11 milioni di euro in interventi energetici, mentre il 92% dei pack dei prodotti a marchio Esselunga è ora riciclabile o compostabile. L’attenzione alla riduzione delle eccedenze rimane prioritaria: attraverso collaborazioni strategiche come quella con Fondazione Banco Alimentare, nel 2025 sono stati donati oltre 3,7 milioni di pasti.

La strategia “Ogni scelta conta”
Il nuovo claim rappresenta la filosofia del gruppo per il prossimo quinquennio. Tra gli obiettivi sfidanti al 2030 figurano la riduzione dello spreco alimentare del 30% e la valutazione ESG di oltre il 90% dei fornitori ad elevato impatto. Un percorso che intende confermare la volontà di agire come facilitatore lungo tutta la supply chain, promuovendo decisioni consapevoli che uniscano innovazione, sicurezza alimentare e tutela del territorio.