Pasta Zara segna un punto di svolta strategico nel proprio percorso di crescita, pubblicando il suo primo bilancio di sostenibilità. Con un fatturato di 154 milioni di euro e una produzione di oltre 118.000 tonnellate nel 2025, l’azienda trevigiana punta a trasformare la storica tradizione pastaia in un modello di gestione aziendale orientato alla misurazione rigorosa e alla trasparenza dei fattori Esg.
Obiettivi concreti e decarbonizzazione
Il cuore della strategia risiede nel monitoraggio delle performance. L’azienda ha completato l’inventario dei gas a effetto serra, certificato ISO 14064-1, registrando una flessione delle emissioni del 5,1% rispetto all’anno precedente. “Rispondiamo a una domanda che premia la qualità e la trasparenza“, sottolinea il Presidente Furio Bragagnolo. Tra i risultati operativi, spiccano l’ottimizzazione della risorsa idrica con una riduzione dei consumi del 36,8% e il miglioramento del recupero dei rifiuti, salito al 90,6%.
Packaging e innovazione di prodotto
L’approccio alla sostenibilità coinvolge anche il design delle confezioni. In linea con il Regolamento europeo PPWR, il pastificio ha avviato un restyling del packaging della linea Grano Italiano, passando a soluzioni monomateriali in carta con inchiostri privi di solventi. Parallelamente, l’azienda ha avviato un progetto di life cycle assessment per misurare l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, ponendo le basi per una futura adesione alla Science Based Targets initiative (SBTi).
Il percorso Esg di Pasta Zara non si limita all’ambiente: l’azienda investe costantemente in formazione, collaborando con enti come l’Università Ca’ Foscari per elevare le competenze interne su economia circolare e rendicontazione, garantendo al contempo la massima sicurezza alimentare attraverso le certificazioni IFS, biologiche, Kosher e Halal.