Il convegno “Coltivare il futuro. Agricoltura tra PAC, mercato e innovazione tecnologica“, promosso da Molini Pivetti, ha offerto una panoramica sulle sfide e le opportunità della cerealicoltura moderna. Al centro del dibattito, i risultati del progetto Campi Protetti Pivetti, che ha dimostrato come un approccio integrato possa generare benefici concreti per l’ambiente e la competitività aziendale.
Sostenibilità certificata nel campo di grano
L’analisi condotta sulla fase agronomica ha evidenziato una riduzione delle emissioni di circa il 10%. Questo traguardo è stato raggiunto combinando l’utilizzo di fertilizzanti a ridotta impronta carbonica, come la linea Yara Climate Choice, con il monitoraggio digitale costante dei terreni della Società Agricola Alberto Pivetti. La concimazione rappresenta uno dei pesi maggiori nell’impronta carbonica della farina: intervenire in modo mirato significa agire alla fonte del problema.
Tecnologia e PAC per il valore della filiera
La condivisione dei dati ha permesso di costruire un benchmark affidabile, confrontabile con le migliori esperienze europee. Secondo Alessandro Zucchi, agronomo e responsabile dei progetti di filiera, l’adozione di strumenti digitali è fondamentale: la piattaforma xFarm consente di elaborare i dati dei campi per tracciare un bilancio digitale certificato dei crediti di carbonio. In futuro, tali crediti potranno essere valorizzati sul mercato per integrare il reddito delle aziende agricole.

Sul versante delle politiche comunitarie, Angelo Frascarelli, docente dell’Università degli Studi di Perugia, ha sottolineato il ruolo cruciale della PAC (Politica Agricola Comune), necessaria per stimolare l’adozione di pratiche sostenibili su larga scala. Il percorso di Molini Pivetti prosegue ora verso una maggiore diversificazione nutrizionale e il rafforzamento della produzione interna di concimi a corto raggio, confermando l’impegno costante verso una filiera responsabile e tecnologicamente avanzata.