Packaging sostenibile: scatole di cartone con simbolo di riciclo. Retail e ambiente.

Packaging e stampa in una “tempesta perfetta”

I rincari nella filiera di carta e grafica mettono a rischio la continuità produttiva degli imballaggi in carta, cartone e flessibili. Assografici chiede interventi al governo e collaborazione agli utilizzatori per salvaguardare forniture strategiche
Packaging sostenibile: scatole di cartone con simbolo di riciclo. Retail e ambiente.

Materie prime, energia, trasporti e materiali di produzione: le imprese della stampa, della cartotecnica e del packaging stanno affrontando un accumulo di rincari che mette a rischio la sostenibilità economica delle attività.

“Le nostre imprese stanno affrontando aumenti che non possono essere assorbiti indefinitamente attraverso recuperi di efficienza o riduzioni dei margini”, dichiara Carlo Montedoro, Presidente di Assografici. “Chiediamo agli utilizzatori un confronto concreto, che riconosca gli incrementi documentati dei costi e consenta di adeguare le condizioni di fornitura. Preservare l’equilibrio economico dei produttori significa garantire anche ai clienti continuità, qualità e affidabilità. È nell’interesse comune evitare che questa situazione si traduca in una perdita di capacità produttiva”.

Uno shock per tutti i comparti

La dimensione dello shock emerge guardando agli aumenti accumulati nel corso dell’anno. Fausto Ferretti, Presidente di GIFCO, descrive così la situazione del cartone ondulato: “Dall’avvio del conflitto tutto è cambiato. Già da aprile i costi del comparto hanno iniziato a crescere, raggiungendo dopo agosto un peso insostenibile. La materia prima, che incide fra il 55 e il 65% del fatturato, è aumentata di oltre il 25%. Sono cresciuti fortemente anche energia e trasporti, insieme al costo del lavoro e agli altri materiali. Siamo in una ‘tempesta perfetta’, dalla quale possiamo uscire solo concordando strategie intelligenti con gli utilizzatori del packaging in cartone ondulato. Diversamente, si profila un rischio per la continuità dell’intero settore, che garantisce un materiale necessario al funzionamento efficiente e sostenibile delle catene di approvvigionamento”.

Per gli astucci pieghevoli, la pressione sui costi coinvolge produzioni che richiedono elevati livelli di qualità e specializzazione. “Dal farmaceutico all’alimentare e alla cosmetica, i nostri clienti hanno bisogno di precisione, sicurezza e puntualità”, osserva Alberto Luca, Presidente di GIFASP. “L’aumento dei costi dei cartoncini e delle lavorazioni mette sotto pressione queste produzioni”.

Nel packaging flessibile, l’esposizione riguarda una pluralità di materiali e processi. “Carta, film plastici, alluminio, inchiostri e adesivi concorrono alle prestazioni dei nostri imballaggi: le tensioni sui diversi fattori produttivi si sommano lungo le lavorazioni”, afferma Neni Rossini, Presidente di GIFLEX. “La protezione e la conservazione degli alimenti richiedono controlli e prestazioni che devono essere garantiti anche in questa fase. La pressione sui costi riduce le risorse disponibili proprio mentre le imprese sono impegnate nell’innovazione e nell’evoluzione degli imballaggi”.

L’appello di Assografici

Assografici chiede inoltre al governo di intervenire per contenere i costi energetici e salvaguardare la competitività della manifattura italiana, estendendo quanto più possibile la platea delle imprese beneficiarie delle misure di sostegno, così da includere i diversi comparti della stampa, della cartotecnica e del packaging. “La prossima legge di bilancio deve rafforzare gli interventi utili a ridurre l’impatto dell’impennata dei costi energetici e renderli accessibili al più ampio numero possibile di imprese manifatturiere”, conclude Montedoro. “Per la stampa e il packaging, occorre riconoscere sia il peso dell’energia nei processi produttivi sia gli effetti dei rincari sulle materie prime acquistate”.

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