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La Ue boccia le etichette a semaforo inglesi

L’azione italiana ha portato a chiedere alla Commissione di rivedere il sistema dei “profili nutrizionali”, che ha penalizzato le nostre eccellenze

Anche a tavola Europa e Inghilterra trovano vari spunti di vivace contrapposizione, in attesa che i sudditi della Regina Elisabetta votino per la permanenza o meno nell’Unione europea. Con un’importante votazione, destinata ad avere importanti riflessi in futuro e che segna una vittoria innanzitutto per Italia che aveva riaperto la questione, il Parlamento europeo ha infatti bocciato (402 voti a favore della bocciatura, 285 contrari e 22 astensioni) le cosiddette etichette a semaforo, un sistema attraverso il quale le catene della grande distribuzione avvertono i consumatori sulla quantità di grassi, zuccheri e sale negli alimenti, orientandone la scelta a seconda del colore assegnato.

PENALIZZATE LE ECCELLENZE ALIMENTARI ITALIANE – Un sistema che si basa sui cosiddetti “profili nutrizionali”, sulla cui scientificità si discute da molto (anche l’Organizzazione mondiale della Sanità è scettica in merito), che sta costando all’Italia un deciso calo di vendite nel Regno Unito di prodotti quali il parmigiano o il prosciutto, ma anche l’olio extravergine d’oliva e le nocciole. Con questo voto l’Europarlamento ha invitato la Commissione europea a “riesaminare la base scientifica” del sistema “a semaforo”, anche alla luce delle distorsioni di mercato che produce. Non solo, questa classificazione genera, tra l’altro, imposte sugli alimenti come quelle adottate in Danimarca, Francia, Finlandia e Ungheria. Ma anche in questo caso il fronte si sta spaccando: la celebre ‘taxe Nutella’ introdotta da Parigi sui grassi sarà, però, abbassata mentre dal 2017 la Finlandia eliminerà la tassa su dolci e gelati.

DE CASTRO: LE INFO DEVONO ESSERE TRASPARENTI – E’ stato un segnale forte alla Commissione europea – ha commentato Paolo De Castro, coordinatore dei socialisti e democratici in commissione Agricoltura dell’Europarlamento – Le informazioni nutrizionali per i consumatori devono essere corrette e trasparenti, e in alcun modo fuorvianti o condizionanti come lo sono ad esempio quelle percepite dai consumatori inglesi attraverso il sistema di etichettatura a semaforo”. Il sistema inglese si basa su ogni ‘pezzo’ di prodotto e non sulla ‘porzione’ effettivamente consumata. Un pezzo di parmigiano o di grana, venduti com’è noto con porzionature medio grandi, sarà così sempre da semaforo rosso anche se nessuno lo consuma interamente da solo in un pasto. La palla passa quindi alla Commissione Ue che dovrà decidere se e quando riaprire la partita, ma ben difficilmente si muoverà prima del referendum sulla cosiddetta ‘Brexit’ di giugno.

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