Vino

Vino Made in Italy: aumenta l’export

Nel primo trimestre 2018 calano i volumi ma continua la crescita a valore. Intanto è boom della presenza social delle cantine italiane

Primo trimestre 2018 caratterizzato da una crescita a valore (+4,5%) e una decisa flessione in volume (-9%) per l’export di vino Made in Italy. Lo evidenziano i dati Istat elaborati da Ismea, partner dell’Osservatorio del vino italiano, che segnalano il superamento di quota 1,38 miliardi di euro nel giro d’affari tra gennaio e marzo per circa 4,5 milioni di ettolitri complessivi. A causare il crollo dei volumi esportati è il -32,6% registrato dalle vendite dei vini comuni. Gli spumanti, invece, si confermano traino per il settore, crescendo del +2,8% a volume e del +14,6% in valore. Le bollicine risultano sempre più apprezzate negli USA (+14,3% a volume e +18,6% in valore), registrano un netto aumento in Belgio (64,4% e 69,9%) e in Germania (+34,3% e +10,8%), mentre l’effetto Brexit si fa sentire con una diminuzione del -6,1% in volume e un +2% in valore nel Regno Unito. Tendenze inverse per DOP e IGP: le prime crescono del +12,2% in volume e del +10,4% in valore, mentre le seconde fanno registrare un calo del -12,8% in volume e del -6,5% in valore. Crollo, infine, del -30,6% in volume e lieve aumento dell’1,4% in valore per i vini sfusi, per via dell’aumento dei prezzi che sta caratterizzando l’annata 2017/2018: in media del +47%, con punte del 70% per i vini comuni rossi.

Vino e tecnologia: cresce la presenza social delle cantine italiane

Cresce intanto la presenza social delle cantine italiane. Lo conferma l’edizione 2018 della ricerca FleishmanHillard – Omnicom Pr Group Italia sulla presenza online delle prime aziende vinicole italiane per fatturato. L’indagine ribadisce la crescita rilevante della centralità di Instagram e il boom di follower su Facebook (+2,9 milioni dal 2014 a oggi). All’opposto, in calo la frequenza di aggiornamento su Twitter. La panoramica sottolinea anche come l’e-commerce venga oggi esternalizzato da quasi tutte le aziende, a beneficio dei portali specializzati e di quelli generalisti che aprono sezioni su vino e Made in Italy. E se l’inglese e il tedesco sono le lingue straniere più utilizzate, tra i contenuti in ascesa si segnalano i vitigni autoctoni e il tema della sostenibilità.

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