RETAIL

Confimprese: “I negozi chiusi causano decrescita”

Il presidente Mario Resca contro il progetto di tornare alle chiusure domenicali: “Misura recessiva, che mortifica i consumi, accresce la disoccupazione e scoraggia gli investimenti”

Il tema delle chiusure domenicali, la cui discussione in Parlamento è stata rinviata alla prossima settimana, continua ad essere fonte di polemiche. Una bocciatura netta nei confronti dell’ipotesi di riforma delle aperture degli esercizi commerciali arriva da parte di Confimprese, associazione che rappresenta le grandi imprese commerciali per un totale di 35mila punti vendita, 600mila addetti e 160 miliardi di ricavi tra franchising, retail e commercio moderno.

CONFIMPRESE: NEGOZI CHIUSI UGUALE DISOCCUPAZIONE

Con i negozi chiusi tutte le domeniche tranne quelle di dicembre e ulteriori 4 festivi nel corso dell’anno – dichiara Mario Resca (nella foto), presidente di Confimpreseil Paese si avvia verso una drammatica decrescita. La misura sulle chiusure dei negozi è recessiva perché mortifica i consumi, accresce la disoccupazione e scoraggia gli investimenti non solo stranieri ma anche del retail italiano che continua ad aprire nuovi punti vendita. Chi crea posti di lavoro? Le imprese e non certo lo Stato”. L’ufficio studi Confimprese stima che, nell’ipotesi più pessimistica di 48 domeniche chiuse, si perderebbero 400mila posti di lavoro. Se si calcolano, invece, le città turistiche il dato scende a una perdita di 150mila, un numero comunque allarmante. A risentirne sarebbero anche l’intera filiera produttiva e gli stessi consumatori.

QUANTO VALGONO LE DOMENICHE

La domenica vale il 20% del fatturato della settimana – aggiunge Rescae il sabato il 25 per cento. Chi lavora la domenica guadagna il 30% in più in busta paga”. Confimprese invita a tenere conto anche dell’indotto generato dagli esercizi commerciali: “Qualcuno ha pensato – continua Rescache le spese di gestione nei centri commerciali non si abbassano di certo se i negozi sono chiusi la domenica e che le chiusure si ripercuotono su tutto l’indotto, parcheggi, benzina, ristorazione e consumi fuori casa? Senza le domeniche si azzera il business. L’auspicio è che il governo abbia un ripensamento – conclude Resca – come già avvenuto in questi giorni su altre proposte di legge, e non sprofondi il nostro Paese in uno stato di arretratezza culturale e sociale”.

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