REPORTAGE

Parmacotto, un rilancio di qualità

Investimenti sulla produzione, sul brand, sull’innovazione e sulle risorse umane: una strategia a 360° che sta già mostrando i primi risultati e apre le porte all’export

Qualità, brand, mercati esteri: questi sono i tre asset su cui Parmacotto sta scommettendo per rilanciare la marca e renderla sempre più competitiva. “Abbiamo puntato prima di tutto sui prodotti, rivedendo tutte le fasi di lavorazione e l’ingredientistica, per riportare in primo piano la qualità e valorizzare Parmacotto nel settore dei salumi – illustra l’Amministratore Delegato Andrea Schivazappa –. Poi con il nostro team di manager abbiamo lavorato sul brand, mettendo a punto una politica di marca rinnovata e attenta al consumatore, più trasparente riguardo gli ingredienti e le ricette”.

I risultati non si sono fatti attendere e il fatturato ha evidenziato negli ultimi tre anni una crescita costante: dai 62 milioni di euro del 2016 è passato ai 66 del 2017 e ai 75 previsti per quest’anno. Le previsioni del piano quinquennale vedono per il 2019 una crescita del 20%, per raggiungere i 90 milioni di euro, e per il 2020 arrivare al tetto dei 100 milioni. Fra le aree di sviluppo in agenda, l’estero occupa un posto di primo piano. Il primo step sarà la crescita sul mercato statunitense. “Parmacotto si sta concentrando sulle risorse umane – aggiunge Schivazappa –, perché la sua crescita va di pari passo con quella dell’organizzazione interna. In programma c’è anche il potenziamento delle linee produttive dei nostri due stabilimenti di Marano e S. Vitale, nel Parmense, per rispettare le nostre proiezioni di vendita e mantenere fede agli impegni presi con i nostri clienti”.

INNOVAZIONE, CARTA VINCENTE DI PARMACOTTO

Non semplicemente nuovi lanci di prodotto, ma un’innovazione di qualità che risponda ai criteri di benessere, sicurezza alimentare, trasparenza e alto grado di servizio.

Una strategia che di recente ha portato sul mercato referenze quali C’era una volta, a ridotto contenuto di conservanti aggiunti; la linea Zero, prosciutto cotto, crudo e petto di pollo affettati provenienti da allevamenti antibiotic free; la linea Azzurro, prosciutto cotto, pollo e bresaola a ridotto contenuto di sodio. Il 50% della produzione riguarda il prodotto intero destinato al banco taglio, l’altro 50% è rappresentato dagli affettati per il libero servizio. Per quanto riguarda invece la ripartizione delle vendite per canale, la Gdo veicola il 70% delle vendite, la parte restante è nel dettaglio tradizionale e nell’export.
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