OPINIONI

Calo dei consumi, le proposte di Federalimentare

Dopo il trend negativo evidenziato dagli ultimi dati Istat, l’associazione chiede “sostegno su investimenti e export per disinnescare l'aumento IVA nel 2020”

Gli ultimi dati Istat mostrano un trend negativo che colpisce anche le vendite alimentari: “Per questo è necessario attivare misure immediate di rilancio degli investimenti, di accelerazione dei cantieri e di sostegno dell’export”. Così Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare, sulle ultime previsioni Istat del PIL 2019 e sui dati che mostrano la contrazione delle vendite al dettaglio, con un consuntivo 2018 del comparto alimentare pari al +0,6% in valore e al -0,5% in volume. La frenata dei consumi alimentari ha coinvolto anche il segmento dei discount, l’unico in crescita, che a fine anno ha rallentato la corsa. Preoccupazione anche nei confronti specifici di un mese ‘ricco’ come dicembre rispetto al novembre precedente, pari a -0,6% in valore e a -0,7% in volume.

CONCENTRARSI SU MISURE ESPANSIVE

Le vendite alimentari – afferma Vacondiosono sempre state strettamente legate all’andamento del PIL, enfatizzandone il trend soprattutto in negativo, ed è chiaro che l’effetto inerziale di questi numeri si protrarrà per gran parte del 2019. Per questo, in attesa dei risultati legati all’entrata in vigore di misure quali il reddito di cittadinanza e quota 100, è necessario muoversi immediatamente e concentrarsi su misure espansive”.

FEDERALIMENTARE: RILANCIARE GLI INVESTIMENTI

L’industria alimentare – continua Vacondioche rappresenta il secondo settore manifatturiero del Paese, ha bisogno che vengano attivate misure immediate di rilancio degli investimenti, di accelerazione dei cantieri e di sostegno dell’export, che rimane l’unica area di espansione riservata alle aziende. Occorre espansione anche per disporre delle risorse volte a disinnescare l’aumento dell’IVA nel 2020, che sarebbe devastante per il nostro settore. Senza tali risorse, la politica economica del Paese sarebbe destinata, per reperirle, ad una scelta forzata tra aggravi fiscali e tagli al welfare. Serve un colpo di coda – conclude Vacondio – per scongiurare che un anno stagnante come il 2019 ci porti verso orizzonti ancora peggiori”.

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