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Beyond Meat, la prima trimestrale da quotata è boom

La crescita dei ricavi è stata del 215% e nel 2019 Beyond Meat potrebbe arrivare anche il break even del margine operativo lordo. Nel 2020 uno stabilimento produttivo anche in Olanda

La prima trimestrale da società quotata di Beyond Meat – quella della non-carne da proteine vegetali – regala al popolo della finanza americana un sussulto di gioia. Soprattutto a coloro che hanno creduto nella suo sbarco in Borsa e magari hanno sottoscritto un pacchetto di titoli già in fase di Offerta pubblica di vendita (Ipo l’acronimo inglese). Le vendite dei primi tre mesi del 2019 sono cresciute, infatti, di ben il 215% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il che, tradotto in valori assoluti, equivale a dire che la società californiana con base a El Segundo è passata da 12,7 a 40,2 milioni di dollari di ricavi con un margine industriale del 26,8% sui ricavi. Numeri che hanno permesso alle azioni, quotate al Nasdaq, di chiudere con un rialzo di quasi il 40%, arrivando arrivando anche a sfiorare i 150 dollari di valore di ogni singola azione, per poi chiudere a 138 dollari. La società ha fornito anche l’outlook per il 2019, che prevede ricavi oltre i 210 milioni di euro, con un +140% di crescita sul 2018. Nel 2016 la società aveva fatturato 16,2 milioni di dollari, e la distanza con le cifre attese per il 2019 dà l’idea dello sviluppo dell’impresa fondata da Ethan Brown.

L’EBITDA SI AVVICINA AL PAREGGGIO

Buone notizia anche dal margine operativo lordo nel 2019: secondo le stime, quello “adjusted” dovrebbe essere all’incirca a pareggio a fine anno contro un rosso di 2,1 milioni di dollari nel primo trimestre (-4,3 milioni nello stesso periodo del 2018). La società, che ha incassato 252,5 milioni di euro in fase di Ipo, è ancora in una fase di forti investimenti sia di espansione produttiva sia di marketing e questo si riflette pienamente anche sul risultato netto, che è negativo per 6,6 milioni di dollari nel trimestre, cresciuto rispetto ai 5,6 milioni del 2018 nonostante il forte incremento dei ricavi. Ma sono anche triplicate le spese di ricerca e sviluppo e più che raddoppiate quelle di marketing e commerciali.

BOOM DI VENDITE SOPRATTUTTO NEL FOODSERVICE

Il primo trimestre del 2019 ha visto il sorpasso delle vendite al canale foodservice rispetto a quello retail: nel primo sono stati veicolati prodotti per 20,6 milioni di dollari contro i 19,6 milioni del secondo, che solo un anno fa pesava per tre volte. “Nel primo trimestre – si legge nella nota di corredo ai numeri – la crescita è stata guidata tre fattori: l’aumento delle vendite di Beyond Burger, l’aumento dei punti di distribuzione del prodotto e una maggiore domanda da parte dei consumatori già fidelizzati”. La società sta puntando sul prodotto fresco a discapito delle referenze surgelate, che hanno visto le vendite diminuire leggermente.

UNO STABILIMENTO PRODUTTIVO IN OLANDA

Solo pochi giorni prima di dare al mercato la sua prima trimestrale da società quotata, la società ha annunciato un importante accordo con il gruppo olandese Zandbergen World’s Finest Meat, che dal 2018 distribuisce in Europa i prodotti Beyond Meat. Zandbergen costruirà a Zoeterwoude, una decina di chilometri a nord est de L’Aia, uno stabilimento che produrrà su licenza le referenze della società americana, permettendo a quest’ultima una presenza “diretta” anche sul mercato europeo, con un conseguente risparmio di costi logistici. L’impianto di produzione, il primo fuori dagli Usa (gli altri sono nel Missouri), dovrebbe essere pronto nel primo trimestre del 2020.

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