Beverage

Campari, vendite toniche nel primo semestre

Grazie soprattutto alla forza di Aperol, la società milanese mette a segno un buon risultato nel periodo gennaio – giugno. Trattative per due marchi di “rum agricole”

Per il gruppo Campari il primo semestre del 2019 è stato decisamente importante dal punto di vista dello sviluppo delle vendite. Il fatturato è infatti cresciuto del 9% a quota 848 milioni di euro, in larga parte all’incremento delle vendite organiche salite dell’otto per cento. Si tratta dell’indicatore di bilancio migliore per giudicare la performance operativa, perché è quello depurato dagli effetti dei cambi rispetto all’euro e di eventuali variazioni nel portafoglio prodotti.

Vendite a parte, i cambi hanno comunque impattato positivamente nel semestre, mentre l’ampiezza del portafoglio è leggermente diminuita. Il margine operativo lordo (Ebitda) è invece sceso dello 0,5% a quota 206 milioni di euro. Al netto degli oneri di ristrutturazione delle attività, l’Ebitda (rettificato) è cresciuto del 14,4% a 215 milioni, con un’incidenza sui ricavi che sale al 25,3 per cento nonostante maggiori spese di marketing. Utili netti a quota 122 milioni (-17,6%). L’indebitamento finanziario netto è pari a 937 milioni di euro.

APEROL VALE IL 20% DEI RICAVI

Il gruppo sta diventando sempre più Aperol – centrico. Il famoso aperitivo, consumato ormai anche durante i pasti sotto forma di “spritz”, vale infatti il 20% di tutte le vendite ed è cresciuto, su base organica, del 22% rispetto al 2018. Una performance stellare che dai paesi ‘core’ (Italia, Germania, Austria) si sta pian piano allargando a livello mondiale. La palma d’oro della crescita è, però, sempre appannaggio della tequila Espolon che nel semestre ha messo a segno un +46,5% di crescita organica che segnala la forza di questo brand, prossimo a diventare un pilastro globale della strategia Campari dato che già ora vale il 4% di tutte le vendite.

Campari

In coda è sempre debole il brand Skyy Vodka (-3% le vendite), che non riesce ancora a ritrovare lo smalto di un tempo, così come Glen Grant (-11% le vendite). Le vendite in Italia sono cresciute del 6,7% nel periodo, grazie soprattutto agli aperitivi Aperol e Campari.

TRATTATIVE PER I RUM AGRICOLI

Lo scorso mese di luglio la società ha annunciato la vendita, per 200 milioni di euro, di Villa Les Cèdres, situata a Saint-Jean-Cap-Ferrat in Francia. La Villa era entrata nel perimetro di Campari nel contesto dell’acquisizione di Grand Marnier nel 2016, ed era stata messa pubblicamente in vendita immediatamente dopo il perfezionamento della transazione. Della cifra ottenuta, però, Campari incasserà solo 80 milioni di euro per accordi con la famiglia Marnier-Lapostolle. Sul fronte delle operazioni straordinarie, la società è in trattative per acquisire i rum cosiddetti “agricole” a marchio Trois Rivièrese e Maison La Mauny, prodotti in Martinica e che fatturano attualmente 24 milioni di euro, in prevalenza in Francia.

© Riproduzione Riservata