Kipre Holding è di Mincione, arriva l’ok del Tribunale

I giudici fallimentari di Trieste omologano l'accordo di ristrutturazione dei debiti della società giuliana che passa sotto le cure del finanziere laziale sui cui pende, però, un'indagine del Vaticano
Kipre Holding è di Mincione, arriva l’ok del Tribunale

Kipre Holding è ufficialmente passata sotto le cure del finanziere Raffaele Mincione, che attraverso il fondo lussemburghese Athena Capital ha acquisito il 100% del capitale del gruppo giuliano (ma la sede legale di Kipre è Modena) famoso per la produzione di prosciutti Dop a marchio Principe di San Daniele e King’s. L’uomo d’affari di origine laziale, che ha supportato il mondo Conad nell’acquisizione delle attività ex Auchan Italia, ha infatti ottenuto l’omologa da parte del Tribunale di Trieste dell’accordo di ristrutturazione debiti (ex art. 182 bis legge fallimentare) con i 21 istituti bancari esposti nella holding fondata dalla famiglia Dukcevic e si prepara ora ad uscire dalla fase emergenziale. Mincione si era palesato nel gennaio di quest’anno, dopo che il fondo QuattroR si era ritirato dalla partita un paio di mesi prima e la situazione sembrava precipitare. Nel giugno del 2019 la società aveva rinunciato al concordato con riserva preferendo la strada della ristrutturazione dei debiti, ma la strada non è stata semplice.

Athena Capital ha investito 40 milioni di euro nella società: con questa cifra Mincione, a capo del gruppo lussemburghese Wrm, ha convinto i creditori bancari della bontà del suo piano e ha ottenuto la firma che per la ristrutturazione dell’esposizione. Secondo rumors di mercato il taglio dei debiti sarebbe stato pari all’80% del loro valore. Uno sforzo molto importante per le banche, senza il quale però il salvataggio non sarebbe andato in porto.

Dell’operazione si è interessato in prima persona Fabrizio Boaron, finanziere di stanza a Londra nell’orbita del gruppo Wrm, che ha dichiarato: “L’operazione per rilanciare quest’azienda storica, che attraversa una fase di difficoltà ma che ha solidi fondamentali industriali, è stata estremamente coraggiosa. Siamo fiduciosi e abbiamo l’obiettivo di guidare l’azienda verso una nuova fase di valore per i clienti, i dipendenti e tutti gli stakeholder rilevanti”.

A.D. BELLANTONIO: “PRIMO TASSELLO DI UN NUOVO GRUPPO”

Cosa si porta in casa Athena Capital? Il gruppo, 170 milioni di euro di ricavi nel 2018, è forte di 400 mila quote di produzione del consorzio del prosciutto di San Daniele, che ne fanno il primo attore commerciale di questa specialità, e 90 mila quote del consorzio del prosciutto di Parma. A questi due prodotti si aggiunge tutta una gamma di salumi della tradizione italiana e mitteleuropea, che completa l’offerta. L’attività operativa è dispiegata su stabilimenti produttivi in 6 siti e 3 regioni italiane, con 4 impianti di stagionatura, 1 impianto di produzione salumi industriali, 1 impianto dedicato per disosso e affettamento, 11 linee di affettamento. Ad oggi il gruppo impiega oltre 300 persone, che saranno guidate dal futuro amministratore delegato Walter Bellantonio, già direttore Generale di ISA (una società del Ministero delle Politiche agricole) ed ex a.d. di Cirio e Del Monte Italia. Lo scorso luglio, quando l’accordo era stato chiuso e sarebbe partito l’iter per l’omologa, Bellantonio aveva dichiarato che Kipre sarebbe stato “il primo tassello di un più ampio progetto di investimento che mira a creare un gruppo leader del settore food and beverage, con una forte vocazione all’esportazione”. La strategia di espansione di Kipre è concentrata sull’Europa, con una forte presenza in Austria, Germania, Regno Unito e mercati scandinavi.

PROSEGUONO LE INDAGINI DEL VATICANO

La famiglia di fondi a brand Athena Capital è il braccio operativo del gruppo lussemburghese Wrm, guidato da Raffaele Mincione tramite la holding Time and Life, sempre basata nel Granducato. Il suo fondatore, chiamato da Francesco Pugliese a condurre in porto l’affare Auchan Italia – Conad, nonostante l’attivismo imprenditoriale sta vivendo una fase piuttosto turbolenta, con un’indagine del Vaticano che vorrebbe far luce su un immobile londinese, situato al civico 60 di Sloane Avenue, nel quale la Curia ha investito proprio sotto la sua guida. Investimento rivelatosi poi disastroso. 

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