Largo consumo: propensione al risparmio ma non solo

Nell'Annual Report Piani 2022 di Food Retail si analizzano i trend che segnano lo sviluppo del largo consumo confezionato
Largo consumo: propensione al risparmio ma non solo

Ad animare il mondo distributivo c’è la propensione al risparmio, ma non è l’unica tendenza. Lo si evince dall’analisi sui trend dominanti nel largo consumo confezionato nell’ultimo anno pubblicata nell’edizione 2022 del report annuale sul Retail di Food.

Abbonati per sfogliare il Food Retail – Annual Report Piani 2022

LA DOMANDA PREMIUM

Sulla base dei dati Iri relativi al 2021, infatti, la ricerca del valore è l’altra tendenza prevalente. “I nostri monitoraggi – dice Gianpaolo Costantino, economista e consulente Iririvelano una decisa premiumizzazione degli acquisti, registrano cioè una netta disponibilità dei consumatori a ricercare prodotti caratterizzati da alti tassi di qualità e servizio o da caratteristiche specifiche e distintive”.

La prova viene dai numeri: il salutismo ha, per esempio, continuato la sua corsa, come dimostrano gli andamenti messi a segno dall’alimentazione sportiva, protagonista da inizio 2021 di un balzo del 30%, e dall’ormai ampia galassia dei prodotti senza glutine, capaci di registrare progressioni che variano dal +5 al +50 per cento. E altrettanto vale anche per le referenze legate ai driver dell’italianità e della sostenibilità.
Una chiara cartina di tornasole – commenta Costantino – che conferma come le grandi tendenze già emerse prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria non siano state scalfite dalla bufera del Covid“.

Nel largo consumo confezionato convivono, dunque, due anime contrapposte e al tempo stesso complementari: da un lato, la ricerca della convenienza, che premia in primo luogo i discount, dall’altro, la domanda di valore, di cui beneficia soprattutto la distribuzione classica. Una combinazione che promette di portare buoni frutti ai conti dei retailer nel prossimo futuro.

© Riproduzione riservata