Carbonara day: una volta su tre la ricetta è “sbagliata”

I pastai di Unione Italiana Food hanno realizzato il primo censimento al mondo del celebre piatto, analizzando sul web i trend più virali. Sei italiani su 10 la preparano classica, mentre uno su cinque la declina in 'versioni regionali'
Carbonara day: una volta su tre la ricetta è “sbagliata”

Migliaia di interpretazioni, e le origini controverse, confermano la carbonara come la ricetta più amata, interpretata e discussa sui media e sui social in tutto il mondo. Ne è prova anche la recente polemica innescata dal Financial Times sulla paternità del piatto. C’è chi è fedele all’originale, chi propone variazioni sul tema e chi la stravolge con versioni irriconoscibili, non ultima la Carbonara al pomodoro del New York Times che, per la seconda volta, ha fatto infuriare la rete. Per questo il tema del settimo ‘Carbonara Day’ è #TheRealCarbonara: ovvero quanto è consentito modificare una ricetta per poterla chiamare ancora carbonara?

Il Carbonara Day torna il 6 aprile. L’anno scorso ne hanno parlato circa un miliardo di pasta lovers, e anche nel 2023 i pastai italiani di Unione Italiana Food celebrano il piatto di pasta più goloso su Twitter, Facebook e Instagram per chiedere a tutti di condividere la propria versione di uno dei piatti italiani più celebri al mondo.

LA CLASSIFICA DI UBER EATS

La pasta alla carbonara viene ordinata quotidianamente in almeno il 50% delle città italiane. Uber Eats ha presentato una panoramica delle principali tendenze delivery correlate a questo piatto. Da qui è emerso come nei primi mesi del 2023 si sia già registrato un incremento degli ordini del 10% superiore rispetto allo scorso anno. Il ‘brand carbonara’ della pasta si sta estendendo anche ad altre pietanze: in netta crescita gli ordini di pizza alla carbonara, mentre cominciano a vedersi sempre più richieste di carbonara burger.

carbonara

Gli utenti prediligono la pasta alla carbonara il sabato o più in generale durante il weekend, per concedersi qualcosa di più gustoso nei momenti di riposo ma, dall’analisi degli ordini, emerge che in realtà la pasta alla carbonara viene scelta nel 50% delle città italiane tutti i giorni della settimana. Variazioni sono state invece riscontrate per quanto riguarda i periodi dell’anno: questa popolare pietanza è preferita durante l’autunno. Infatti, settembre e ottobre sono i mesi che hanno registrato un picco di ordinazioni.

Oltre a Roma, città madre della carbonara, la top 10 dei luoghi dove viene più ordinata è composta da mete dislocate lungo tutta Italia:

  • Napoli
  • Milano
  • Torino
  • Firenze
  • Bologna
  • Palermo
  • Catania
  • Venezia
  • Verona
  • Genova

IL PRIMO CENSIMENTO DELLE CARBONARE GLOBALI

Per stabilire se in rete sono più diffuse le ‘carbonare rivisitate’ o #TheRealCarbonara, i pastai di Unione Italiana Food hanno commissionato ad AstraRicerche il primo censimento della carbonara nel mondo, analizzando sul web i trend più virali delle reinterpretazioni del piatto. La ricerca è stata condotta lo scorso marzo sui contenuti creati dagli utenti sui social (Twitter, Facebook e Instagram) e sul web (attraverso Google Trends). Oltre 4.600 i contenuti tracciati con l’hashtag #carbonara, pubblicati in più di 20 differenti lingue, accompagnati dalla fotografia o persino da un filmato, per un totale di oltre 4,5 milioni di visualizzazioni.

UN PIATTO CHE UNISCE

Secondo Riccardo Felicetti, Presidente dei pastai di Unione Italiana Food, “l’equazione della carbonara perfetta è una sfida che appassiona milioni di foodies e chef di tutto il mondo. Abbiamo voluto festeggiare questo piatto per andare oltre l’idea di ricetta ideale. La pasta ha così successo nel mondo perché è buona e versatile, ed esistono ottime carbonare che includono anche ingredienti ‘sbagliati’. Con questo censimento vogliamo provare a tracciare un confine invalicabile della ricetta originale, per cui se lo si supera non è più una carbonara. Ma, così come il mondo, questa ricetta è bella perché è varia: l’importante è godersi il piatto, magari in compagnia di amici ed affetti”.

LE 10 RICETTE PIÙ ESTREME

Gli estremisti della carbonara spaziano dall’audace, al gourmet, allo scriteriato: dal Kenya arriva la ‘no cream’ Carbonara, mentre è indiana la Almost Carbonara, che toglie l’uovo ma aggiunge broccoli, mais, latte di soia e salmone scottato. Dalla Francia, dove sette anni fa partì il cosiddetto carbonara-gate, la propongono col prosciutto (ma l’uovo è stracciato). Gli scienziati del Cern, in Svizzera, la mangiano con pancetta bollita e contorno di verdure grigliate, mentre la pasta sembra irrimediabilmente scotta. Dal Texas arriva la Udon Carbonara, dal Delaware la variante Paleo, zucchine e cipolla, senza formaggio e uova ma con pasta di farina di kassava. In Missouri la preparano con pancetta, scalogno e bacon croccante, in Florida invece con le capesante. Dall’Italia arriva la variante al pistacchio e burro, mentre il primato degli orrori arriva dalla California, con la carbonara con cavoletti di Bruxelles servita con pane all’aglio, pollo e gamberi.

UNA CARBONARA SU TRE È “SBAGLIATA”

Estremismi a parte, la ricerca dei pastai italiani ha analizzato come il mondo interpreta la carbonara. Nel 36% dei casi si tratta di ricette ‘sbagliate’, che è addirittura un po’ azzardato definire carbonara (e che vivono prettamente all’estero). Il 61% delle preparazioni restano fedeli alla purista #TheRealCarbonara, o aggiungono ingredienti e variazioni sul tema accettabili (4%).

Secondo la tradizione condivisa, la ricetta originale è composta dal ‘quintetto di solisti’ (pasta, uovo, pecorino, guanciale, pepe) che esperti e chef più o meno autorevoli, in mancanza di documenti inoppugnabili, ritengono oggi gli unici ingredienti ammessi. Partendo da questo riferimento, il censimento ha individuato quattro gruppi di ‘creativi’:

  • Il team di chi aggiunge: i creativi con giudizio. Si parte dalla ricetta tradizionale per aggiungere uno o due ingredienti ‘vicini’, in genere di natura vegetale come zucchine, fave, asparagi, carciofi o cipolla di tropea. Ci sono anche le aggiunte che fanno virare il piatto verso nuovi sapori come pistacchi (o crema di pistacchio) o tartufo nero. Non manca poi chi usa la panna per un effetto più cremoso, o la variante panna e noci e quella con cardi, latte e peperoncino.
  • La squadra che toglie, soprattutto per versioni veg. Un’alternativa è limitare gli ingredienti base come il guanciale/pancetta o le uova, spesso con l’obiettivo di impiattare una carbonara vegetariana/vegana. In questo caso gli ingredienti che prendono il posto degli eliminati sono zucchine, olio e aglio, per arrivare a ricette molto elaborate di carbonara veg con zucca, nocciole, curcuma e salvia.
  • Il focus group che sostituisce. Spesso la sostituzione del guanciale/pancetta è con lo speck, oppure le uova vengono sostituite con lo zafferano e un formaggio cremoso; alcuni, al posto della pasta secca, scelgono il riso o paste fatte con particolari grani/cereali, come la carbonara con pasta di riso e carciofi.
  • I rivoluzionari, che mantengono solo il nome. Si trova in rete anche la carbonara che della ricetta originale conserva solo il nome, come le ‘carbonare di mare’: cozze, lupini, vongole, gamberi, calamari, capesante oltre che olio, aglio, prezzemolo, limone. Insomma, della ricetta che dà il nome al piatto conservano di fatto solo la mantecatura con le uova.

C’è poi chi dalla carbonara toglie proprio l’ingrediente top, la pasta: in molti propongono la carbonara in ‘forme’ del tutto differenti, dalla frittata alla pizza, dal supplì alla focaccia, persino la carbonara in stecco, in burger o tramezzini.

A USA E REGNO UNITO IL PRIMATO DELLE RICERCHE PIÙ STRANE

Paesi nordici (in particolare Svezia, Norvegia, Danimarca e Romania) e Sudest asiatico sono le zone in cui si registrano picchi alti di fantasia, spesso arrivando ai limiti (o oltre) della ricetta originale. È negli Usa e in Uk che crescono, però, le ricerche più strane: dalla vegetariana ‘halloumi carbonara’ a quella con aggiunta di mais, fino alla ‘popia carbonara’ (una sorta di involtino primavera ripieno di carbonara) che del piatto originale conserva ben poco.

IN ITALIA SEI SU 10 SI DICHIARANO PURISTI, MA A UNO SU CINQUE PIACE SPERIMENTARE

Da un’indagine condotta da AstraRicerche su un campione di 1.000 italiani (18-65enni) emerge che sette su 10 (i Millennials guidano il filone, con il 77%) conoscono gli ingredienti necessari, considerando come imprescindibili guanciale (e, con una discreta tolleranza, pancetta), uova, pecorino o parmigiano e pepe. E se sei italiani su 10 rispettano l’utilizzo degli ingredienti giusti, non mancano i dubbi su come usare le uova (solo tuorli o uova intere) e in quale quantità, se integrare/sostituire il Pecorino Romano con il Parmigiano Reggiano o utilizzare l’olio per far sfrigolare il guanciale/pancetta.

carbonara

Un italiano su cinque (soprattutto uomini) si avventura nelle ‘diversamente carbonare’ con un ingrediente fuori dagli schemi: panna (6,5%) o latte (3,1%), peperoncino (5,2%), prezzemolo (4,4%), pomodoro (3,8%). Non solo: c’è chi utilizza il prosciutto al posto del guanciale (3,5%) o componenti ‘veg’ (funghi 2,5%, pisellini 2,2%, zucchine 2,1%). Gli ingredienti di troppo sono più diffusi nel Sud Italia, con una passione per peperoncino e prezzemolo (23%). Non mancano, infine, le declinazioni regionali di (non) carbonara, che utilizzano le eccellenze del territorio come la roveja (il tipico legume umbro), la ‘nduja (il salume calabrese), passando per il cardo gobbo (piemontese), per lo Speck Alto Adige Igp (la ‘carbonara tirolese’) o il prezzemolo (la carbonara siciliana o ‘pasta cu riquagghiu’) e il pistacchio siciliano.

MARATONA SOCIAL

Per partecipare all’evento virtuale le regole sono semplici: il 6 aprile, a partire dalle 12 basterà seguire gli hashtag #CarbonaraDay e #TheRealCarbonara e cimentarsi nella propria versione in dirette video, condividere opinioni, foto e consigli su Instagram, Facebook e Twitter.

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