Monini, una case history di sostenibilità imprenditoriale

I progetti di filiera dell’azienda olearia realizzati nel rispetto dell’ambiente al centro del settimo forum food&beverage Ambrosetti
Monini, una case history di sostenibilità imprenditoriale

Per sua natura e vocazione Monini non si è mai limitata a produrre olio con profitto, ma ha sempre cercato di creare valore diffuso e cultura del prodotto. Oggi punta ad assumersi la responsabilità di diventare un modello verso i suoi dipendenti, il territorio e la filiera.Una filiera che necessita di un profondo cambiamento, di un’evoluzione verso un modello olivicolo moderno e sostenibile sotto il profilo produttivo, ambientale ed economico.

La disastrosa ultima annata, con il costo della materia prima salito del +65%, è solo l’ultimo campanello d’allarme di un sistema che va superato”, sottolinea l’azienda olearia in una nota. “Ecco perché nel 2020, in occasione del nostro centenario, Monini ha varato il piano di sostenibilità A Hand for the Future: un percorso composto da oltre 25 progetti per un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro, che ha già ottenuto numerosi riconoscimenti pubblici”. Dal 2020 Monini è stata premiata tra le imprese Welfare Champion del Welfare Index Pmi di Generali Italia, nel 2021 e nel 2022 è stata indicata come azienda Leader della Sostenibilità in Italia (Statista/Sole24Ore), e sempre lo scorso anno è stata inserita nel Future Respect Index di Consumer Lab.

BOSCO MONINI E QUALITÀ

Tra i progetti più significativi già messi in cantiere c’è Bosco Monini: un polmone verde che sta nascendo tra Umbria, Toscana e Puglia da un milione di nuovi ulivi piantati prevalentemente in aree abbandonate, e che rappresenta il modello di olivicoltura che l’azienda vuole condividere con la filiera. Bosco Monini, afferma il Presidente Zefferino Monini, “ci consente di entrare nel primo anello della filiera e di produrre in maniera sostenibile e rispettosa delle risorse – acqua, suolo, biodiversità – più olio che sia italiano fin dall’origine, biologico e di qualità certa e costante nel tempo. L’Italia, pur essendo uno dei principali Paesi produttori di olio, è infatti gravemente deficitaria di materia prima: ogni anno importiamo circa due terzi del nostro fabbisogno, regalando letteralmente buona parte del valore della filiera all’estero. Una situazione insostenibile – quest’anno in particolare – che vogliamo contribuire a sanare proponendo un modello basato sull’innovazione e sulla costante ricerca della qualità”.

Qualità che, fin dalle origini, è stata il cardine della strategia imprenditoriale di Monini. “L’olio rappresenta infatti per la nostra famiglia ben più di un prodotto da vendere: è passione, impegno, dedizione, vita. Prima mio nonno, poi mio padre ed oggi io ci siamo occupati in prima persona della selezione e della realizzazione di ogni bottiglia che porta il nostro nome, dai best seller per il largo consumo come il Classico e il Delicato, che vendiamo in più di 70 paesi, a produzioni minori come i pluripremiati Monocultivar. Insomma dietro al nome Monini c’è un’offerta ampia e variegata, che si rivolge a diversi tipi di consumatore e a diversi mercati, pur mantenendo un denominatore comune: l’attenzione rigorosa per la qualità e la sicurezza, frutto di avanguardia dei processi, investimenti, ma anche e soprattutto di cura, passione e artigianalità”, rimarca Monini.

Ed è proprio la qualità che, secondo l’azienda, “salverà il mondo dell’olio: per questo da tempo chiediamo che venga introdotta una nuova classificazione, basata su criteri oggettivi, che aiuti i consumatori ad effettuare acquisti consapevoli”.

I PRINCIPALI PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ MONINI

  • Bosco Monini: attualmente sono state messe a terra circa 700.000 nuove piante coltivate ad agricoltura biologica, con l’obiettivo di raggiungere, se non superare, il milione di olivi entro il 2030. Un’impresa anche dalla forte valenza ambientale, che permette di sequestrare fino a 50.000 tonnellate di anidride carbonica in 10 anni e che si somma al progetto “100% carbon Neutral”, che consente di compensare integralmente le emissioni prodotte nell’intero ciclo di vita dei due bestseller di casa, Monini Classico e Monini Delicato, insieme il 67% delle bottiglie prodotte in un anno;
  • Api: il tema del Bosco si intreccia con quello della tutela delle api. Dopo aver raggiunto e superato l’obiettivo di adottarne un milione, l’azienda ha scelto di sostenere la ricerca scientifica in campo, con un progetto sperimentale che la vede al fianco di LifeGate e dell’Università di Bologna per studiare la vita delle api negli oliveti biologici del Bosco in Toscana, habitat capace di garantire la tutela della biodiversità;
  • Ricerca scientifica: l’azienda ha avviato una collaborazione con l’Università di Perugia per valorizzare uno degli scarti di lavorazione dell’olio, mentre per il terzo anno consecutivo rafforziamo la partnership con Fondazione Umberto Veronesi per indagare, tramite il finanziamento della ricerca scientifica italiana d’eccellenza, le proprietà dell’olio extravergine di oliva sull’invecchiamento della popolazione e sulla prevenzione di numerose malattie, come i tumori;
  • Educazione e sport: prosegue l’impegno sull’educazione alimentare, con il progetto “Monini per la Scuola” che ha già permesso di raggiungere 900.000 bambini e ragazzi in Italia e Polonia;
  • Cultura: la sostenibilità è anche bellezza. Da anni Monini è al fianco del Festival dei Due Mondi di Spoleto per diffondere l’arte e la ricchezza dell’inestimabile patrimonio culturale italiano.
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