L’Ue rivede gli eco-schemi dopo la protesta dei trattori 

Entro febbraio la Commissione europea varerà un ‘pacchetto flessibilità’ per rendere più agevole l’accesso a queste misure. Food ha raggiunto l'Onorevole Paolo De Castro per un commento a caldo
L’Ue rivede gli eco-schemi dopo la protesta dei trattori 

La Commissione Europea sta lavorando, in queste ore, a un ‘Pacchetto flessibilità’ per rispondere alla protesta dei trattori che sabato scorso è culminata con l’arrivo a Bruxelles di 1.300 mezzi pesanti che hanno letteralmente messo sotto assedio la città e sfilato in corteo davanti al Parlamento europeo.

Oggetto delle contestazioni, la politica europea del Green Deal e, in particolare, i requisiti (o condizionalità) per potere accedere agli eco-schemi che impongono, fra gli altri, l’obbligo a riposo permanente il 5% dei terreni agricoli. In discussione anche tutte le altre misure previste dalla road map della strategia Farm to fork tra cui: l’equa distribuzione del valore lungo la filiera (prezzo minimo da riconoscere al produttore; la condizione di reciprocità con i paesi mezzi (import-export di derrate agricole a pari condizioni produttive garantite, un argomento ancora mai trattato) e i regolamenti su fitofarmaci e imballaggi.

IL ‘PACCHETTO FLESSIBILITÀ’

All’indomani della protesta, Food ha raggiunto l’Onorevole Paolo De Castro, europarlamentare italiano nonché primo vice-presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del parlamento europeo che ha anticipato: “Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea uscente, ha annunciato il varo, entro la fine di febbraio, di un pacchetto di misure che inviti gli Stati membri che hanno già definito l’iter per accedere agli eco-schemi, ad applicare le condizionalità con la maggiore flessibilità possibile. Tutti questi adempimenti, in totale sessanta, sono oggetto di negoziato in queste ore. Tra di essi, sarà anche inclusa una clausola di salvaguardia per le importazioni dall’Ucraina”.

Potrebbero dunque cadere nel vuoto l’obbligo non solo la condizionalità della messa a riposo permanente del 5% di superficie agricola ma anche altre. Il ‘pacchetto flessibilità’ europeo potrebbe ridefinire sostanzialmente la struttura degli eco-schemi che al momento prevede che siano compresenti tutti i requisiti richiesti per potere accedere alle misure. Questo punto potrebbe cambiare nettamente.

COSTO MINIMO DI PRODUZIONE, UN TEMA DELICATO

Alla vigilia della fine della legislatura von Der Leyen, il Green Deal europeo sembra che stia facendo alcuni passi indietro o, più comodamente, si stia mettendo in stand by per rinviare la gestione dei nodi da sciogliere (naturalmente per la ristrettezza dei tempi) alla prossima presidenza spagnola. Tra questi c’è l’applicazione della direttiva sulle pratiche sleali, il cui primo firmatario è stato proprio De Castro. La direttiva punta a un’equa distribuzione del valore lungo le filiere agricole e considera come pratica commerciale scorretta, il pagamento delle derrate agricole al di sotto del loro costo di produzione.

Dopo le marce di protesta dei trattori che si sono svolte in tutta Europa con culmine, venerdì scorso a Bruxelles, il ministro italiano all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha annunciato, nelle scorse ore: “È attesa a breve una lista completa del costo minimo di produzione per ogni prodotto agricolo”. Un obiettivo a dir poco ambizioso se si considera che Ismea ci sta lavorando dal recepimento della direttiva europea sulle pratiche sleali e non è riuscita a venirne a capo se non per un pugno di prodotti tra cui le mele. Il tema è molto delicato – precisa Paolo De Castrodal momento che è difficile arrivare a un prezzo minimo unico quando esistono diverse tipologie di aziende, ad esempio, o metodi di produzione. Vedremo come evolverà la situazione”.

IMBALLAGGI DIVISIVI, TRA RIUSO E RICICLO

In stand by o bloccati, tutti gli altri provvedimenti che hanno acceso le proteste. Tra questo quello degli imballaggi che il parlamento ha rinviato alla commissione la quale dovrà di nuovo pronunciarsi sulla base delle osservazioni rispedite al mittente dal Parlamento Ue per potere arrivare, in caso di concordanza di intenti, ai triloghi a marzo, ultimo termine utile arrivare a una norma entro la fine della legislatura. In caso di mancato accordo anche questo provvedimento slitterà ai prossimi decisori europei. Il problema centrale – chiosa De Castro – è legato al tema del riuso degli imballaggi. I francesi, su questo punto sono molto avanti, ma l’Italia invece ancora spinge per quello del riciclo. Visti gli interessi divergenti dei Paesi membri, potrebbe essere difficile arrivare a un accordo entro marzo”.

Esclusi gli allevamenti dalla direttiva sulle emissioni industriali, mentre sono rinviate alla prossima legislatura i nodosi regolamenti sui prodotti fitosanitari e sulle condizioni di reciprocità nei rapporti di import-export.

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