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La ristorazione italiana nel mondo in 10 punti

La cucina italiana è la seconda a livello globale dopo quella cinese (13% di quota di mercato) e il volume d’affari generato è pari a 209 miliardi di euro. Ecco due fra i risultati più interessanti della ricerca Deloitte presentata a FICO durante il quarto appuntamento degli ALMA Talks.

ph. credits ALMA

Quarto appuntamento per il ciclo ALMA Talks, gli incontri della Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA volti a formare la Next Generation Chef. Il tema dell’ultimo talk è stato “La ristorazione italiana nel mondo. Trend e impresa nel mercato internazionale”, location la grande realtà di FICO Eataly World.

GLI SPEAKER- Gli ALMA Talks si svolgono sotto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione. Tiziana Primori, CEO di FICO, ha dato il benvenuto agli ospiti e si sono alternati sul palco Cristiano Musillo, consigliere presso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Tommaso Nastasi, Coordinatore Business Advisory di Deloitte Financial Advisory; Enzo Malanca, Presidente di ALMA.

LA RICERCA – In questa cornice è stata presentata la ricerca sulla ristorazione italiana nel mondo commissionata da ALMA e sviluppata da Deloitte.

Ecco quanto è emerso, riassunto in 10 punti:

  1. Il mercato della ristorazione mondiale ha raggiunto un valore 210 miliardi euro nel 2016, con l’area Asia-Pacific che copre il 46% del totale ed il canale Full-Service Restaurant (ristoranti con servizio più o meno formale al tavolo) che pesa per il 52%.
  2. I canali distributivi in maggiore crescita sono quelli dello Street Food e Quick Service Restaurant (ristoranti di bassa/media qualità con assenza di servizio al tavolo), rispettivamente +6,1% e +5,3% di tasso annuo di crescita composto 2011-2016 (ndr da ora abbreviato nella sigla inglese di CAGR). Il canale Full-Service Restaurant rappresenta il principale canale e cresce del + 4,9% CAGR 11-16.
  3. In termini di aree geografiche, Asia-Pacific e Nord America guidano la crescita (rispettivamente +5,6% e +4,0% CAGR 2011-16), mentre l’Europa è stabile (+0,4% CAGR 2011-16).
  4. Tra i fattori trainanti la crescita del mercato in Asia-Pacific vi è l’aumento dei consumi fuori casa; i consumatori assidui (più di tre pasti fuori dall’ambito domestico alla settimana) sono passati dal 27% al 30% (2012-16).
  5. Nei prossimi anni si prevede una crescita del mercato (+3,1% CAGR 2016-21), trainato principalmente dalla performance del Nord America (+4,1% CAGR 2016-21). L’Europa torna a crescere con un ritmo superiore rispetto all’andamento storico a fronte di uno scenario macroeconomico complessivamente più positivo (+ 3.3% CAGR 16-21).
  6. All’interno del canale Full-Service Restaurant, i primi 10 Paesi per dimensione rappresentano quasi il 90% del mercato globale; l’Asia-Pacific è il principale mercato a valore e in termini di crescita (+6,7% CAGR 2011-16); il Nord America mostra un trend migliore rispetto all’Europa (+3,6% vs +0,3% CAGR 2011-16); l’Italia è il quinto Paese con una quota del 4% (42 miliardi di euro il volume d’affari generato).
  7. La cucina italiana risulta la seconda a livello globale dopo quella cinese (13% di quota di mercato), mostrando una penetrazione più elevata in termini di numero di transazioni in Usa (15%), UK (15%), Brasile (13%) e India (13%).
  8. Secondo il giudizio degli esperti di settore, la cucina italiana è prevista in forte crescita, favorita dalla qualità percepita delle materie prime e dall’effetto positivo e dalla diffusione nei programmi TV.
  9. A livello mondiale il volume d’affari generato dalla cucina italiana si stima pari a 209 miliardi di euro, di cui 60 miliardi in Cina e 56 miliardi negli Usa.
  10. L’occupazione nel settore della ristorazione è tendenzialmente in crescita in particolare nei principali Paesi emergenti, con i ruoli di Chef e Cuoco che rappresentano il principale impiego per i diplomanti in Culinary Art Education (54% e 23% rispettivamente).

VOLUME DI 209 MLD/€ – Presentando i risultati della ricerca, Tommaso Nastasi, Partner del Business Advisory & Value Creation Service di Deloitte Financial Advisory Italia,  ha affermato: «La cucina italiana nel mondo risulta la seconda a livello globale dopo quella cinese con il 13% di quota di mercato in termini di numero di transazioni con un volume d’affari generato pari a 209 miliardi di euro. La principale sfida della ristorazione Italiana è quella di adattarsi ai nuovi trend di consumo fuori casa orientati a una cucina meno codificata senza perdere quei caratteri distintivi del Made in Italy.».

PROFILO GLOBALE – L’indagine svolta da Deloitte non si configura solamente come uno strumento di inchiesta. Come afferma il presidente di ALMA Enzo Malanca. «Abbiamo ritenuto opportuno condurre un’analisi approfondita circa il vasto e crescente mondo della ristorazione italiana, orientandola ad un’ottica internazionale con la quale ALMA si sta confrontando sempre di più. Con gli incontri Next Generation Chef, la mission della Scuola è quella di rispondere all’esigenza di formare cuochi e professionisti consapevoli tramite una didattica aggiornata e moderna, comunque basata sulla tradizione italiana dell’ospitalità.».

PATRIMONIO DA TUTELARE – A questa riflessione si aggiunge quella di Cristiano Musillo, impegnato sul lato istituzionale nel promuovere l’Italia nel mondo: «La cucina italiana di qualità e tutte le attività di ristorazione collegate rappresentano un grande patrimonio culturale ed economico del nostro Paese, un asset che la Farnesina è impegnata a tutelare e far conoscere attraverso la sua rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura all’estero».