Conserve

Mutti, crescono quota e fatturato

L’azienda italiana specializzata in conserve di pomodoro chiude il 2018 con fatturato netto in progresso del 16,7%, a 308 milioni di euro. Leader di mercato in Europa, Mutti prosegue il forte impegno sulla sostenibilità della filiera e sul territorio

Il 2018 del gruppo Mutti si chiude mostrando un andamento decisamente favorevole. I dati, presentati oggi a Milano, evidenziano come l’azienda di Parma continui a crescere, come sempre avvenuto negli ultimi 20 anni, raggiungendo un fatturato netto consolidato di 308 milioni di euro, in progresso del 16,7%, con Ebitda di 25 milioni.

IL MERCATO ITALIANO

Sul mercato italiano Mutti conferma e ulteriormente rafforza nel 2018 la propria solida leadership in Italia sia a valore, con una quota del 29.4% (+0.8 vs anno precedente), tre volte superiore a quella del maggiore concorrente, sia a volume con una quota del 21.6% (+0,8 vs anno precedente). In uno scenario di mercato difficile per i derivati del pomodoro, la marca aumenta le proprie vendite sell-out (+2.6% a volume totale Italia) e consolida la propria quota in tutti i segmenti del comparto (polpa, passata, pelati, concentrato).

PRODOTTI DI PUNTA

Anche nel mercato dei sughi base pomodoro i risultati sono ottimi. L’azienda si conferma terzo player della categoria, rafforzando la propria posizione competitiva e raggiungendo una quota a volume del 10,9% (+0,6%), guidata dal successo della Salsa Pronta Datterini che, a cinque anni dal suo lancio, è ora la prima referenza del mercato sia a volume, sia in termini di rotazioni. Nel 2018 il Gruppo Mutti si conferma il primo trasformatore italiano in termini di capacità produttiva, continuando a scalare il ranking della classifica mondiale: 2.845 milioni di quintali di pomodoro sono stati trasformati nello stabilimento di Montechiarugolo (Parma), 2 milioni di quintali nel nuovo sito produttivo Pomodoro 43044 di Collecchio (Parma) e poco più di mezzo milione di quintali in quello di Fiordagosto – Oliveto Citra (Salerno) – dedicato alle specialità tipiche del Sud, come il pomodoro lungo e il ciliegino.

LA CRESCITA DELL’EXPORT

Sul mercato estero i risultati sono ancora migliori. Mutti è nel 2018 la marca numero uno in Europa e continua il suo percorso di rafforzamento della leadership a livello europeo sul mercato dei derivati del pomodoro, con una quota del 10,6% (+0,6 punti vs 2017), più di due volte superiore a quella del maggiore concorrente. Primato raggiunto a valore in sette Paesi europei. Si tratta di Francia, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Slovenia oltre l’Italia, con i tre nuovi ingressi di Francia, Slovenia e Danimarca e importanti consolidamenti in Svezia (16,2% quota a valore, + 2,4 punti vs 2017), in Norvegia (20,9% e +1,7 punti) e Finlandia (23,3% e +1,4 punti). Anche la Germania registra per il gruppo una crescita importante e la marca si consolida come la seconda forza sul mercato locale, grazie anche agli importanti investimenti di marketing e commerciali. Fuori dal perimetro europeo, prosegue la crescita principalmente in Australia e negli Stati Uniti, dove all’inizio del 2018 è stata aperta una nuova filiale con l’obiettivo di rafforzare la marca sul mercato americano. Il gruppo ha investito 10 milioni di euro negli USA per il piano di sviluppo 2018/2020.

Mutti
Francesco Mutti

OBIETTIVO ESTERO

Veniamo da oltre 20 anni di crescita costante e anche i risultati 2018, nonostante un mercato domestico in contrazione, sono stati più che soddisfacenti, in Italia come all’estero” – ha commentato Francesco Mutti, AD del gruppo. “L’export cresce ogni anno a doppia cifra e oggi rappresenta il 33% del fatturato. In futuro la quota del fatturato sviluppato in Italia deve scendere sotto il 50%. Proseguiremo nella nostra costante ricerca della miglior qualità – ha aggiunto – al fine di valorizzare sempre più e meglio questo splendido frutto simbolo della cucina italiana”.

RACCOLTA MECCANIZZATA E ITALIANITÀ

Tra i maggiori gruppi del settore presenti anche nel Sud Italia, Mutti è il primo ed unico attore ad avere raggiunto la completa conversione alla raccolta meccanizzata, che copre il 100% su tutte le tipologie di pomodoro che trasforma, eliminando così alla radice il rischio di ricorrere a manodopera non in regola, fenomeno che purtroppo ancora esiste nel bacino del sud Italia. Il pomodoro Mutti è da sempre 100% italiano. Proviene da aree certificate – ad una distanza media di circa 130 km dai siti produttivi – ed è rintracciabile fino all’azienda agricola e i relativi campi, secondo il piano di trasparenza dell’origine geografica del pomodoro che da sempre contraddistingue l’azienda.

IL POMODORINO D’ORO

A partire dalla campagna 2019 inoltre Mutti sta lavorando per garantire una collaborazione esclusiva con fornitori 100% certificati eticamente. Da quasi 20 anni, l’azienda ha creato il ‘Pomodorino d’Oro’, un premio per valorizzare l’impegno degli agricoltori nel produrre un pomodoro che sappia esprimere l’eccellenza dell’identità alimentare italiana. Da allora il concetto di qualità di prodotto è andato sempre più a declinarsi in precisi parametri di trasparenza e responsabilità di filiera.

L’IMPEGNO DI MUTTI PER LA SOSTENIBILITÀ

Fin dalla sua fondazione, Mutti opera per migliorare la sostenibilità della filiera del pomodoro. Nel 2010 ha avviato un progetto con il WWF Italia, che le due realtà hanno deciso di rinnovare anche per l’anno in corso, con un progetto che ruota intorno al tema della sostenibilità e della biodiversità negli agro-ecosistemi del pomodoro. Una sinergia virtuosa che ha già portato, tra il 2010 e il 2015, risultati notevoli in termini di riduzione dell’impronta idrica – migliorando l’efficienza e l’efficacia dell’irrigazione dei campi di pomodoro – e una diminuzione delle emissioni di CO2, rispettivamente del -4,6% e del -27%. Si è appena conclusa la prima fase del progetto biodiversità, che ha previsto l’analisi di 50 aziende campione di tutta la filiera Mutti: il 21% delle aziende già possiede stagni e zone umide, mentre il 5% di esse possiede nidi per uccelli. Un buon inizio con cui l’azienda di Parma auspica di poter fare grandi passi avanti, per questo è alla continua ricerca di aziende – in Emilia Romagna – interessate a supportare il progetto attraverso la realizzazione e al mantenimento di aree verdi (come siepi, alberi, boschetti) e di rifugio, oltre alla costruzione di laghetti e stagni.

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