Usa, numeri record per i sostitutivi a base vegetale

Nel mercato americano il giro d’affari del latte e della carne plant based è in piena espansione. E le previsioni sono tutte orientate a un’ulteriore crescita
Usa, numeri record per i sostitutivi a base vegetale

Aumenta l’offerta, il giro d’affari e il numero di consumatori che acquistano i prodotti più volte alla settimana. Per i sostitutivi vegetali alle proteine animali lo status di nicchia è ormai un retaggio del passato, così come la loro collocazione in sezioni anguste dei supermercati. Secondo i dati del Good Food Institute e della Plant Based Foods Association, considerando l’anno terminante lo scorso aprile, nel mercato statunitense questo fiorente settore ha registrato un fatturato complessivo pari a 4,5 miliardi di dollari. Si tratta di un incremento su base annua dell’11%, che conferma tutto il dinamismo di un’offerta in grado di attrarre un target ben più ampio dei soli vegetariani e vegani.

LARGO AI GELATI E AGLI YOGURT VEGETALI

Circa due terzi del mercato è costituito dalle alternative al latte animale. Qui spiccano in particolare le performance dei segmenti minori, come il gelato e lo yogurt plant based, che crescono rispettivamente del 26,5% e del 39,1%. Il latte vegetale, invece, avanza del 5,6%, mostrando quindi un trend di espansione più moderato, anche perché le tipologie a base di mandorle, avena e soia sono già entrate stabilmente nella dieta quotidiana dei consumatori. In ogni caso, nello stesso periodo il latte tradizionale ha accusato una flessione superiore al tre per cento.

BEYOND MEAT E IMPOSSIBLE FOODS GUIDANO LA CARICA

Sfiora la doppia cifra il progresso delle carni vegetali, segnando tuttavia un brusco rallentamento rispetto al +25% dell’anno precedente. Un risultato non certo allarmante per gli analisti del Good Food Institute, che restano molto ottimisti sull’evoluzione del settore, pronto a beneficiare già nei prossimi mesi di un significativo ampliamento dell’offerta. I protagonisti principali saranno sicuramente Beyond Meat e Impossible Foods, con quest’ultimo ormai pronto a seguire le orme del competitor, debuttando nel mercato azionario. Intanto, il settore della carne tradizionale ha riportato un trend di crescita del 2,2%.

UNA RISPOSTA AI NUOVI STILI DI CONSUMO

Secondo le ricerche di NPD Group, negli Usa durante l’ultimo anno il 95% di chi ha acquistato hamburger a base vegetale consuma anche carne animale. Una conferma, insomma, di quanto le scelte di vegetariani e vegani siano poco influenti per il mercato dei sostitutivi. A ciò si aggiunge che il 18% della popolazione adulta dichiara di voler integrare più cibi vegetali nella propria alimentazione, mentre il 60% cerca un maggiore apporto proteico.

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